Imposta di bollo crypto 2025: cosa cambia con MiCA e OAM?

Nel 2025 oltre 115 VASP sono usciti dal registro OAM. Se il tuo exchange non c'è più, al posto dell'imposta di bollo versi l'Imposta sulle Cripto-attività (2‰) via F24 — con saldo+acconto, quindi doppio esborso nel 2026. Guida con Stefano Capaccioli.

Punti chiave (TL;DR)

  • Due imposte distinte, mai insieme: l’imposta di bollo (art. 13 c. 2-ter, Tariffa allegata al D.P.R. 642/1972) e l’Imposta sulle Cripto-attività (istituita dalla L. 197/2022 sul modello dell’IVAFE, art. 19 cc. 18-22 D.L. 201/2011) si escludono a vicenda: entrambe al 2‰ sul controvalore al 31 dicembre, ma cambia chi la versa.
  • È cambiato il contesto: con l’entrata in vigore di MiCA, oltre 115 VASP hanno lasciato il registro OAM italiano e operano ora su licenze CASP estere.
  • Chi ha usato un exchange fuori dall’OAM nel 2025 non si vede più trattenere alla fonte l’imposta di bollo: deve dichiarare e versare l’Imposta sulle Cripto-attività con modello F24.
  • Esborso doppio nel 2026: l’IC segue il calendario saldo + acconto dell’IRPEF, quindi nell’anno di transizione escono circa 4‰ invece di 2‰ (il differenziale rientra l’anno successivo).
  • Controlla il registro OAM (organismo-am.it) prima di dichiarare: se il tuo exchange non risulta più iscritto, sei tu a dover liquidare l’imposta.
  • MoneyViz ricostruisce automaticamente il controvalore delle cripto-attività al 31/12, calcola l’IC al 2‰ e genera i righi RW pro-rata temporis partendo dai file exchange.

Risposta Rapida

Sì, nel 2025 l’imposta sulle tue crypto va versata comunque — ma con modalità diverse a seconda del tuo exchange. Se il provider era iscritto all’OAM e ha svolto la funzione di sostituto d’imposta, ha trattenuto direttamente l’imposta di bollo (2‰). Se invece il tuo exchange è uscito dal registro OAM dopo MiCA (oltre 115 operatori), sei tu a dover dichiarare e pagare l’Imposta sulle Cripto-attività (IC) al 2‰ con modello F24.

Cosa devi fare per la dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025):

  • Verifica l’iscrizione del tuo exchange all’elenco OAM pubblico
  • Ricostruisci il controvalore delle criptoattività al 31/12/2025 (pro-rata per apporti e prelievi)
  • Calcola il 2‰ sulla base imponibile e prepara saldo + acconto F24 (30 giugno e 30 novembre)
  • Compila i righi del Quadro RW per il monitoraggio fiscale (uno per ciascun apporto/prelievo)
Intervista 18 min

Imposta di bollo 2026: quali exchange continuano a pagarla?

MoneyViz a confronto con Stefano Capaccioli

Confronto con il dottore commercialista Stefano Capaccioli su imposta di bollo, Imposta sulle Cripto-attività e uscita degli exchange dall'OAM dopo MiCA.

In questo video vedi:

  • Differenza tra imposta di bollo e Imposta sulle Cripto-attività
  • Perché con MiCA gli exchange escono dal registro OAM
  • Chi versa l'imposta in base allo stato OAM al 31/12
  • Cosa fare nella dichiarazione dei redditi 2026
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Hai ricevuto una mail da Kraken, Coinbase o Crypto.com che ti avvertiva che non tratterrà più l’imposta di bollo italiana? Oppure hai notato che il tuo exchange non compare più nell’elenco dell’OAM? Non sei il solo: con MoneyViz abbiamo visto decine di utenti arrivare a inizio 2026 con la stessa domanda — «perché adesso devo pagare io, e cosa devo pagare?». La situazione ha risvolti fiscali concreti sulla dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025), e in questa guida ti spieghiamo esattamente cosa fare.

La risposta breve è che la norma non è cambiata, ma il panorama degli operatori sì. L’entrata in vigore del Regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets) e i tempi di transizione per ottenere la nuova licenza CASP hanno spinto oltre cento intermediari a uscire dal registro OAM italiano, con una conseguenza diretta sulla fiscalità retail: chi è rimasto con un exchange non più iscritto deve versare l’Imposta sulle Cripto-attività (patrimoniale al 2‰) al posto della più semplice imposta di bollo. Abbiamo affrontato il tema in un confronto di 18 minuti con Stefano Capaccioli, dottore commercialista tra i riferimenti italiani sulla fiscalità cripto.

Cosa è cambiato davvero nel 2025 sull’imposta di bollo crypto?

Sul piano normativo, nulla. Le regole dell’imposta di bollo sulle cripto-attività e dell’Imposta sulle Cripto-attività sono ancora quelle introdotte con la Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022, art. 1 commi 126-147). A cambiare è chi si fa carico del versamento.

Per inquadrare bene il tema serve una distinzione concettuale, perché qui regna molta confusione. Esistono due imposte distinte sulle cripto-attività e non si applicano mai insieme: si escludono a vicenda.

  • Imposta di bollo — art. 13, comma 2-ter, della Tariffa allegata al D.P.R. 642/1972: si applica sulle comunicazioni periodiche che gli intermediari inviano ai clienti. È a carico dell’intermediario, che la calcola e la versa per tuo conto sul valore di mercato delle cripto-attività al 31 dicembre. In pratica: se usi un exchange iscritto all’OAM, lui versa l’imposta al posto tuo e tu non devi fare nulla di aggiuntivo su questo fronte.
  • Imposta sul valore delle cripto-attività (IC) — istituita dalla stessa L. 197/2022 sul modello dell’imposta sul valore delle attività finanziarie estere (IVAFE, art. 19 commi 18-22 del D.L. 201/2011): si applica «in luogo dell’imposta di bollo» quando l’intermediario non è residente in Italia e quindi non assolve direttamente l’obbligo. In questo caso diventi tu il debitore dell’imposta: la calcoli e la dichiari nel Quadro RW del Modello Redditi.

La logica, quindi, è semplice: stessa aliquota (2‰), ma cambia radicalmente chi ha l’onere di liquidarla e versarla.

Fino al 2024 molti exchange italiani iscritti al registro OAM trattenevano direttamente dal saldo del cliente l’imposta di bollo al 2‰, con lo stesso meccanismo della banca sul conto corrente. Per il contribuente il prelievo era invisibile: arrivava l’estratto conto annuale e l’imposta risultava già regolata. Dal 2025 questa automazione viene meno per tutti i clienti di un provider uscito dall’OAM, e l’obbligo ricade interamente sull’utente finale sotto forma di IC da liquidare in F24.

Conseguenza pratica: stesso 2‰, meccanismo diverso

L’aliquota è identica (2‰ sul controvalore al 31/12), ma cambia tutto l’iter:

  • Imposta di bollo (provider in OAM): Revolut/trattenuta automatica, nessun adempimento per il contribuente.
  • Imposta sulle Cripto-attività (provider fuori OAM): dichiarazione in Quadro RW, calcolo IC pro-rata per ciascun apporto/prelievo, versamento F24 con saldo e due rate di acconto.

Per il cash flow 2026 la differenza è concreta: nell’anno di transizione esci con saldo 2025 + acconto 2026, quindi circa il doppio (4‰ invece di 2‰). Il surplus rientra l’anno successivo.

Cos’è MiCA e perché ha spostato gli exchange fuori dall’OAM?

MiCA è il Regolamento UE 2023/1114 sui crypto-asset, pienamente operativo dal 30 dicembre 2024. Introduce una licenza unica europea (CASP — Crypto-Asset Service Provider) che sostituisce i registri nazionali e armonizza le regole per exchange, custody, swap e stablecoin in tutta l’UE.

La transizione prevede una finestra di adeguamento (il cosiddetto grandfathering, fino al 30 giugno 2026 in Italia ai sensi del D.Lgs. 129/2024). In quest’arco molti operatori hanno scelto di ottenere la licenza CASP in un altro Stato membro — più spesso Malta, Irlanda, Paesi Bassi o Francia — e di rinunciare all’iscrizione italiana all’OAM. Il risultato è quello che Stefano Capaccioli, nel confronto video, descrive come «desertificazione italiana degli exchanger»: l’operatività è identica per l’utente, ma il provider ai fini fiscali italiani non è più un sostituto d’imposta.

Cos'è un VASP e cos'è il registro OAM

VASP (Virtual Asset Service Provider) è la definizione internazionale — riconducibile alle linee guida GAFI/FATF — degli operatori che offrono servizi in crypto: exchange centralizzati, custody, swap, wallet custoditi. L’OAM (Organismo degli Agenti e dei Mediatori) è il registro italiano, istituito con il D.Lgs. 14 settembre 2021, n. 125, presso cui i VASP operanti in Italia dovevano iscriversi per poter esercitare. Con MiCA il registro sta progressivamente venendo sostituito dall’albo unico europeo CASP, supervisionato da ESMA e dalle autorità nazionali.

Il mio exchange non è più nell’elenco OAM: è diventato illegale?

No, anzi: è diventato più europeo. Se Kraken, Coinbase, Crypto.com o un altro grande operatore è sparito dal registro OAM, non significa che operi fuori legge — significa che ha ottenuto la licenza CASP in un altro Paese UE e opera in Italia in regime di passporting.

Il passporting è la procedura con cui l’autorità nazionale che ha rilasciato la licenza (ad esempio l’autorità francese, irlandese o lussemburghese) comunica all’autorità italiana che l’operatore intende offrire i propri servizi anche qui. Una volta ottenuta la licenza MiCA e completato il passporting, l’operatore non ha più l’obbligo di iscrizione al registro nazionale OAM: il Regolamento europeo prevale sulla normativa italiana precedente.

Perché un Regolamento UE prevale sull'OAM (Regolamento vs Direttiva)

MiCA è un Regolamento europeo, non una Direttiva. La differenza è decisiva: a differenza delle Direttive, che richiedono una legge nazionale di recepimento, i Regolamenti si applicano direttamente e in modo uniforme in tutti i 27 Paesi UE, con forza di legge immediata e prevalente sulle normative nazionali. Per questo l’iscrizione all’OAM — adempimento di fonte nazionale — viene assorbita dalla licenza CASP rilasciata in qualunque Stato membro.

Quali exchange erano iscritti all’OAM al 31/12/2025?

Solo gli operatori iscritti al registro OAM al 31 dicembre 2025 erano tenuti ad applicare l’imposta di bollo come sostituti d’imposta. La tabella qui sotto è uno snapshot fotografato da MoneyViz al 31/12/2025: raccoglie gli exchange gestiti da MoneyViz e i più usati tra quelli non gestiti, con la loro situazione OAM a quella data. Non è l’intero registro pubblico OAM né una sua copia ufficiale: è la fotografia, a una data precisa, dei provider che contano per la maggior parte dei contribuenti italiani.

Snapshot MoneyViz al 31/12/2025 — exchange gestiti da MoneyViz e i più usati non gestiti, con stato di iscrizione OAM a quella data
Denominazione socialeIndirizzi web
ALBA FINTECH WB S.R.L.albafintech.it · whitebit.com
BG ITALY S.R.L.bitgetx.it
BINANCE ITALY S.r.l.binance.com/it
CHECKSIG S.R.L. Società Benefitchecksig.com
COINBAR SRLcoinbar.io
CONIO SRLconio.com
CRYPTOSMART S.P.A.cryptosmart.it · cryptosmart.exchange
YOUHODLER ITALY S.R.L.youhodler.com
YOUNG PLATFORM SPAyoungplatform.com

Come MoneyViz determina chi applica l'imposta

La regola adottata da MoneyViz è una fotografia al 31 dicembre, non un calcolo spezzato mese per mese: se al 31/12/2025 l’exchange era iscritto all’OAM, viene trattato come sostituto d’imposta (ha trattenuto lui l’imposta di bollo). Se al 31/12/2025 non era iscritto — anche se lo era stato per una parte dell’anno e poi è stato cancellato — viene considerato non tenuto al versamento, e l’Imposta sulle Cripto-attività resta interamente a carico tuo per l’intero anno d’imposta. Questo evita lo spacchettamento dell’anno in più periodi con imposte diverse.

Come capisci se il tuo exchange non è più in OAM?

Ciò che conta è lo stato di iscrizione all’OAM al 31 dicembre 2025. Se a quella data l’exchange risultava iscritto, ha svolto il ruolo di sostituto e ha trattenuto l’imposta di bollo. Se al 31/12/2025 non risultava iscritto — anche se lo era stato per una parte dell’anno — MoneyViz lo tratta come non sostituto e l’Imposta sulle Cripto-attività è a tuo carico per l’intero anno d’imposta, senza dover spezzare il 2025 in periodi diversi.

Imposta di bollo vs Imposta sulle Cripto-attività — cosa cambia per te
ElementoImposta di bollo (provider in OAM)Imposta sulle Cripto-attività — IC (provider fuori OAM)
Aliquota2‰ annuo2‰ annuo
Base imponibileControvalore presso il provider al 31/12Controvalore delle cripto-attività detenute al 31/12 (pro-rata per apporti e prelievi)
Chi liquidaExchange come sostituto d’impostaIl contribuente in autoliquidazione
Modalità di versamentoTrattenuta automatica dal saldoModello F24 — codice tributo dedicato
ScadenzeFine anno, invisibile per l’utente30 giugno (saldo + 40% acconto), 30 novembre (60% acconto)
DichiarazioneNon richiestaQuadro RW (monitoraggio) + Modello Redditi
Esborso nel primo anno2‰~4‰ (saldo + acconto)

Conta solo lo stato al 31 dicembre, non i mesi intermedi

Se un provider è stato cancellato dall’OAM in corso d’anno — ad esempio a luglio 2025 — al 31/12/2025 non risultava più iscritto. MoneyViz in questo caso lo considera non tenuto al versamento dell’imposta di bollo per l’intero anno: l’Imposta sulle Cripto-attività è a tuo carico su tutto il 2025, senza spezzare l’anno in periodi con imposte diverse. MoneyViz ricostruisce poi la timeline di apporti e prelievi e genera i righi del Quadro RW con il valore pro-rata per il calcolo dell’IC.

Calcola l'Imposta sulle Cripto-attività del tuo portafoglio

MoneyViz importa i file dei 220+ exchange supportati e genera il Modello Redditi precompilato con Quadro RW e Quadro RT, inclusa l'IC 2‰ e le aliquote 26%/33%.

Calcola le imposte →

Come si versa l’Imposta sulle Cripto-attività?

Il versamento avviene tramite modello F24 con la regola del saldo + acconto, tipica dell’IRPEF. Le scadenze ricalcano quelle delle imposte sui redditi:

  1. Saldo 2025 + primo acconto 2026 (40%): entro il 30 giugno 2026 (prorogabile al 30 luglio con maggiorazione 0,40%).
  2. Secondo acconto 2026 (60%): entro il 30 novembre 2026.

Trovi il calendario completo, con il calcolatore delle sanzioni in caso di ritardo, nella guida alle scadenze fiscali 2026 per crypto e regime dichiarativo.

Il codice tributo dedicato per l’IC è pubblicato dall’Agenzia delle Entrate nelle istruzioni al Modello Redditi PF dell’anno di dichiarazione. L’acconto si calcola sul presupposto che anche nel 2026 il portafoglio resti sopra soglia: se prevedi di chiudere l’exposure crypto, puoi ridurre o azzerare l’acconto applicando il metodo previsionale (con la responsabilità di eventuali sanzioni se la previsione risulta errata in eccesso rispetto al dovuto).

Perché nel 2026 l'esborso è il doppio

Quest’anno versi saldo 2025 (2‰) + acconto 2026 (altri 2‰ spalmati). Sul cash flow 2026 l’impatto è concreto: circa 4‰ del controvalore al 31/12/2025. Il differenziale lo recuperi nel 2027, perché il saldo 2026 sarà già in parte versato come acconto. È lo stesso meccanismo dell’IRPEF in dichiarazione piena: una volta entrata nel sistema acconto/saldo, la componente di “primo anno” si paga solo una volta.

Perché il passaggio pesa anche se l’aliquota è la stessa?

Cambia il tipo di impegno richiesto al contribuente. L’imposta di bollo era passiva: l’exchange tratteneva, la voce in estratto conto passava inosservata. L’IC è attiva: richiede calcolo, compilazione del Quadro RW, delega F24 presso la banca o tramite servizi Agenzia Entrate.

Lo scarto è lo stesso che si osserva passando dalla ritenuta alla fonte alla dichiarazione autonoma. Dal punto di vista economico l’impatto è simile; dal punto di vista della percezione, il contribuente la «sente» per la prima volta. Dall’osservatorio MoneyViz, il volume di domande dei clienti nel 2026 si è moltiplicato: non è aumentata l’imposta, è diventata visibile — ed è visibile a chi ha spesso già un carico dichiarativo complesso fra RT, RW e acconti IRPEF.

Cambia anche come si compila il Quadro RW

L’obbligo di dichiarazione nel Quadro RW non cambia, ma cambia la modalità di rappresentazione. Quando l’imposta la liquidava l’intermediario, ai soli fini del monitoraggio poteva bastare indicare valore iniziale e valore finale di detenzione. Con l’IC a tuo carico, invece, diventano rilevanti le singole variazioni patrimoniali intrannuali (ogni apporto e ogni prelievo), perché servono a determinare l’IC effettivamente dovuta pro-rata temporis. È esattamente il punto in cui un foglio di calcolo manuale inizia a non bastare più: trovi il dettaglio nella nostra guida alla compilazione del Quadro RW crypto 2026.

Errori frequenti da evitare nella dichiarazione 2026

  • Dare per scontato che l’exchange paghi comunque il bollo: senza verifica OAM al 31/12/2025, rischi di omettere l’IC per l’anno intero.
  • Guardare lo stato OAM sbagliato: conta l’iscrizione al 31/12/2025, non se l’exchange era iscritto a inizio anno. Se al 31/12 non era iscritto, l’IC è a tuo carico per tutto il 2025.
  • Dimenticare il Quadro RW: il monitoraggio fiscale è dovuto anche se l’IC è già versata, e l’omissione ha una sanzione autonoma (3-15% del valore non dichiarato).
  • Calcolare solo il saldo senza acconto: genera sanzioni da tardivo/omesso versamento già alla prima scadenza utile (30 novembre).
  • Usare il prezzo medio di mercato generico invece dei valori puntuali da aggregatori riconosciuti (CoinGecko, CoinMarketCap) convertiti in euro al cambio BCE del giorno.
  • Ignorare gli interessi di mora: il ravvedimento operoso riduce le sanzioni se attivato prima dell’accertamento, non dopo.

Cosa ci possiamo aspettare per il 2026 e oltre?

Capaccioli è prudente ma ottimista sulla stabilità di questa specifica imposta. Nel confronto video commenta: «su questo argomento penso che potremmo stare tranquilli già quest’anno, è già stato complicato a sufficienza». Le variabili ancora aperte riguardano più l’ecosistema degli operatori (licenze CASP definitive, rientri o cessazioni dal registro OAM, consolidamento delle competenze di vigilanza) che l’aliquota o la struttura dell’imposta.

Il punto politico sottolineato da entrambi è che la complessità effettiva nasce dall’uscita degli intermediari italiani, non dalla norma. Per il contribuente medio — e per il commercialista — distinguere tra exchange in Italia, exchange all’estero, wallet non custoditi, apporti e disinvestimenti è già oggi un percorso non banale. Moltiplicarlo ulteriormente, conclude Capaccioli nel video, richiederebbe «un’elevata capacità di complicare cose semplici».

Domande Frequenti su imposta di bollo crypto e MiCA

Se il mio exchange è uscito dall'OAM nel 2025, devo pagare io l'imposta di bollo?

No: al posto dell’imposta di bollo versi l’Imposta sulle Cripto-attività (IC) al 2‰ tramite F24. L’imposta di bollo è dovuta solo quando l’intermediario è iscritto all’OAM e può agire come sostituto. Se l’exchange non è più iscritto, l’obbligo di liquidazione torna a te: calcoli il 2‰ sul controvalore al 31/12 (pro-rata per apporti/prelievi), compili il Quadro RW e versi saldo + acconto secondo il calendario IRPEF.

Qual è la differenza reale tra imposta di bollo e Imposta sulle Cripto-attività?

L’aliquota è la stessa (2‰), ma cambiano base imponibile e meccanismo. L’imposta di bollo è un prelievo trattenuto dall’exchange italiano sul controvalore presso quello stesso provider. L’IC è dichiarativa: la calcoli tu, considera l’intero patrimonio cripto (anche su wallet non custoditi o exchange esteri) e può generare più righi RW in base agli apporti e prelievi dell’anno. In più, l’IC entra nel calendario saldo + acconto dell’IRPEF, quindi richiede due versamenti F24 ogni anno.

Il mio exchange non è più nell'elenco OAM: è diventato illegale?

No. Se un grande exchange (Kraken, Coinbase, Crypto.com e altri) è uscito dal registro OAM è perché ha ottenuto la licenza CASP in un altro Paese UE e opera in Italia in regime di passporting, pienamente legale ai sensi del Regolamento MiCA. L’unico effetto pratico per te è fiscale: non essendo più sostituto d’imposta in Italia, non trattiene l’imposta di bollo, e devi liquidare tu l’Imposta sulle Cripto-attività. L’obbligo di tracciamento resta: con la Direttiva DAC8 dal 2026 quei dati arrivano comunque all’Agenzia delle Entrate.

Cos'è il passporting MiCA e perché toglie l'obbligo di iscrizione all'OAM?

Il passporting è la procedura con cui l’autorità che ha rilasciato la licenza CASP in un Paese UE (ad esempio Francia, Irlanda o Lussemburgo) notifica all’autorità italiana che l’operatore intende offrire servizi anche in Italia. Completato il passporting, l’operatore può operare legalmente in tutta l’UE con un’unica licenza: l’iscrizione all’OAM, adempimento di fonte nazionale, non è più richiesta perché assorbita dalla licenza europea.

MiCA è una Direttiva o un Regolamento? Perché cambia qualcosa?

MiCA è un Regolamento UE (2023/1114), non una Direttiva. I Regolamenti si applicano direttamente e in modo uniforme in tutti i 27 Stati membri, senza bisogno di una legge nazionale di recepimento, e prevalgono sulle normative nazionali preesistenti. È proprio questa forza diretta che consente alla licenza CASP di sostituire l’iscrizione all’OAM: una Direttiva, al contrario, avrebbe richiesto un passaggio legislativo interno.

Perché nel 2026 l'esborso è doppio rispetto agli anni precedenti?

Perché nell’anno di transizione versi saldo 2025 (2‰) + primo acconto 2026 (40%) il 30 giugno, e secondo acconto 2026 (60%) il 30 novembre. In totale esci con circa il 4‰ del controvalore, invece del solo 2‰ che l’exchange tratteneva come imposta di bollo. La buona notizia è che il meccanismo si normalizza dall’anno successivo: nel 2027 il saldo 2026 è già in parte coperto dagli acconti versati nel 2026.

Come verifico se il mio exchange è ancora iscritto all'OAM?

Ciò che conta ai fini fiscali è lo stato di iscrizione al 31 dicembre 2025. Con la transizione MiCA il registro OAM dei VASP è in via di superamento e una verifica storica puntuale a quella data non è più sempre possibile: per questo MoneyViz adotta una regola netta. Se al 31/12/2025 l’exchange risultava iscritto, ha trattenuto lui l’imposta di bollo e tu non devi fare nulla su quel fronte. Se al 31/12/2025 non risultava iscritto — anche se lo era stato per parte dell’anno — viene trattato come non sostituto e l’IC è a tuo carico per l’intero 2025. MoneyViz applica questa determinazione in automatico a partire dai file del tuo exchange, così non devi ricostruirla a mano.

Devo pagare l'IC anche se ho solo pochi euro di crypto?

Sì. L’Imposta sulle Cripto-attività è dovuta per il solo fatto di aver detenuto cripto-attività nel periodo d’imposta: non puoi contare su una franchigia. MoneyViz adotta l’approccio prudenziale indicato dai professionisti — l’imposta va versata anche per importi piccoli, con un minimo di 1 euro, senza affidarsi a soglie di esenzione. La soglia di 12 euro che alcuni ricordano deriva per analogia dall’IVAFE e dall’imposta di bollo: MoneyViz non la ritiene applicabile all’Imposta sulle Cripto-attività e non va usata come esonero nella dichiarazione delle cripto. Il Quadro RW va comunque compilato a prescindere dall’importo quando ci sono attività estere da monitorare, con sanzioni autonome in caso di omissione (3-15% del valore non dichiarato). MoneyViz calcola l’IC in automatico e compila i righi RW dovuti.

Come si valorizzano le cripto-attività al 31 dicembre?

Sono accettati i prezzi degli aggregatori di mercato riconosciuti (CoinMarketCap, CoinGecko, Messari), convertiti in euro al cambio BCE/Banca d’Italia del giorno; gli stessi aggregatori valgono anche per le cripto-attività detenute su wallet on-chain. Un portafoglio attivo con molti movimenti nell’anno può generare decine di righi RW: compilarli a mano senza errori è difficile. MoneyViz integra oltre 20 fonti prezzo con fallback automatico e timestamp per ciascun valore, così puoi documentare «elementi certi e precisi» in caso di accertamento.

Se non ho dichiarato gli anni precedenti, posso ancora mettermi in regola?

Sì, finché non hai ricevuto un avviso di accertamento. Lo strumento è il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997): paghi l’imposta dovuta, una sanzione ridotta (progressiva in base al ritardo) e gli interessi. La sanzione piena per mancata compilazione del Quadro RW è il 3-15% del valore non dichiarato; con ravvedimento ultrabiennale scende intorno a 1/6 della minima. MoneyViz ricostruisce gli anni pregressi dai file exchange e ti dice esattamente cosa dichiarare.

MiCA cambierà ancora la fiscalità crypto nel 2026?

Secondo Stefano Capaccioli, intervistato da MoneyViz, sull’imposta sulle Cripto-attività e sull’imposta di bollo si può stare tranquilli: la materia è già stata complicata a sufficienza dalla Legge di Bilancio 2023 e dagli interventi successivi (aliquota 33% dal 2026 sui redditi, abolizione della franchigia). Le variabili aperte riguardano l’ecosistema degli operatori — licenze CASP definitive, consolidamento della vigilanza ESMA/Consob/Banca d’Italia — più che la norma tributaria. Il nostro consiglio è comunque di rileggere la sezione «Ultima revisione» di questa guida prima delle scadenze di giugno e novembre.

Fonti e Riferimenti Normativi

Fonti normative: Legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1 commi 126-147 (Legge di Bilancio 2023 — introduce l’Imposta sulle Cripto-attività ed estende l’imposta di bollo alle cripto-attività); art. 13, comma 2-ter, della Tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642 (imposta di bollo sulle comunicazioni periodiche); art. 19, commi 18-22, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 (IVAFE — modello su cui è strutturata l’IC «in luogo dell’imposta di bollo»); Regolamento (UE) 2023/1114 del 31 maggio 2023 (MiCA); D.Lgs. 5 settembre 2024, n. 129 (attuazione nazionale di MiCA, disciplina transitoria CASP); D.Lgs. 14 settembre 2021, n. 125 (istituzione del registro OAM per i VASP); art. 67 e 68 TUIR (redditi diversi e plusvalenze); art. 13 D.Lgs. 472/1997 (ravvedimento operoso).

Fonti interpretative: istruzioni Modello Redditi PF Agenzia delle Entrate per l’anno d’imposta di riferimento (Quadro RW, codice tributo IC); Circolare AdE n. 30/E del 27 ottobre 2023 (trattamento cripto-attività ai fini fiscali).

Fonti ufficiali: Organismo Agenti e Mediatori — elenco VASP/CASP; EUR-Lex — Regolamento MiCA (UE) 2023/1114; Agenzia delle Entrate — sezione Dichiarazioni.

Supervisione: contenuto a cura di Vincenzo Pone, Dottore Commercialista e Revisore Legale, elaborato dal team fiscale MoneyViz a partire anche dal confronto video con Stefano Capaccioli, Dottore Commercialista, e revisionato prima della pubblicazione. Il video integrale è disponibile su YouTube (18 minuti).

Nota metodologica sulla tabella OAM: lo snapshot al 31/12/2025 raccoglie gli exchange gestiti da MoneyViz e i più usati tra quelli non gestiti; non è una copia del registro pubblico OAM. Con la transizione MiCA il registro nazionale è in via di superamento e una verifica storica puntuale a quella data non è sempre possibile: MoneyViz adotta perciò una regola netta, basata sull’iscrizione al 31 dicembre, senza spacchettare l’anno in periodi con imposte diverse.

Ultima revisione: 18 maggio 2026 — aggiunti il quadro normativo preciso delle due imposte (art. 13 D.P.R. 642/1972 e art. 19 D.L. 201/2011), la spiegazione del passporting MiCA e della differenza Regolamento/Direttiva, lo snapshot MoneyViz al 31/12/2025 e il chiarimento sulla regola binaria adottata (iscrizione OAM al 31/12) e sulla rappresentazione delle variazioni intrannuali nel Quadro RW. Verifica prima delle scadenze 30 giugno e 30 novembre 2026.

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