Codici tributo F24 crypto 2026: 1715, 1727-1729 e IVAFE 4043-4048
Guida pratica ai codici tributo F24 per chi ha crypto, azioni o ETF esteri nel 2026. 1715 plusvalenze crypto al 26%, 1727-1729 Imposta Cripto-attività 0,2%, 4043-4048 IVAFE, 1100 plusvalenze tradizionali — con soglie acconto (51,64€ e 257,52€) e scadenze 30 giugno e 30 novembre.
Punti chiave (TL;DR)
- 1715 — imposta sostitutiva sulle plusvalenze crypto (Quadro RT sez. V, aliquota 26% fino al 31/12/2025 e 33% dal 1° gennaio 2026).
- 1727, 1728, 1729 — Imposta sulle Cripto-attività (IC), patrimoniale 0,2% annuo sul controvalore detenuto: 1727 saldo, 1728 prima rata acconto, 1729 seconda rata acconto.
- 4043, 4047, 4048 — IVAFE su azioni, ETF, obbligazioni e fondi detenuti presso intermediari esteri (Interactive Brokers, Degiro, Trading 212, Scalable Capital): saldo, 1ª rata e 2ª rata.
- 1100 — imposta sostitutiva sulle plusvalenze “tradizionali” da partecipazioni non qualificate (azioni quotate e non, quote di S.r.l., fondi) — Quadro RT sez. II al 26%.
- Soglie acconto: ≤51,64€ nessuna rata · 51,65–257,51€ unica soluzione 100% · ≥257,52€ due rate (40% + 60%). Scadenze: 30 giugno e 30 novembre.
Risposta Rapida
I codici tributo F24 per crypto e investimenti esteri sono pochi e chiari:
- 1715 per le plusvalenze crypto (Quadro RT sez. V, 26% nel 2025, 33% dal 2026)
- 1727/1728/1729 per l’Imposta sulle Cripto-attività (IC) — saldo, 1° acconto e 2° acconto
- 4043/4047/4048 per l’IVAFE su azioni ed ETF esteri — saldo, 1° acconto e 2° acconto
- 1100 per plusvalenze da partecipazioni non qualificate del mercato tradizionale, nella sezione II del Quadro RT
Le scadenze ricorrono al 30 giugno (saldo + prima rata) e al 30 novembre (seconda rata), con possibilità di posticipo al 31 luglio pagando una maggiorazione dello 0,40%.
L’acconto si rateizza solo se l’imposta dell’anno in corso supera 257,52€; sotto questa soglia versi tutto in unica soluzione al secondo acconto a novembre, e sotto 51,64€ non è dovuto l’acconto.
A cosa servono i codici tributo F24 per crypto e investimenti?
Servono a dire all’Agenzia delle Entrate quale tributo stai versando. Senza il codice corretto in colonna 1 della “Sezione Erario” del Modello F24, il pagamento non viene abbinato alla tua dichiarazione e rischi di trovarti con un debito d’imposta aperto pur avendo pagato. È un dettaglio tecnico che fa la differenza tra una posizione fiscale pulita e una pratica di accertamento.
Con la riforma fiscale crypto avviata nel 2023 e completata nel 2025, l’Agenzia delle Entrate ha istituito codici tributo dedicati alle cripto-attività, separandoli da quelli usati per gli altri strumenti finanziari. Oggi, se hai sia un portafoglio crypto sia azioni o ETF su un broker estero, ti trovi a compilare almeno quattro righe nella Sezione Erario del tuo F24: la patrimoniale crypto, la patrimoniale IVAFE, le plusvalenze crypto e — se hai operato anche su titoli tradizionali — le plusvalenze “1100”. MoneyViz precompila tutto questo automaticamente nel PDF F24 della tua dichiarazione aggregata, incluso in tutti i piani di abbonamento.
In questa guida trovi la tabella completa dei codici da usare, il significato di ognuno, gli esempi numerici dei tre scenari acconto (piccolo, medio e grande contribuente), gli errori più comuni da evitare e il legame con i quadri RT e RW della dichiarazione dei redditi. Se cerchi prima il quadro d’insieme della dichiarazione crypto in Italia (RT, RW, aliquote, scadenze), parti dalla guida alla dichiarazione crypto in Italia e torna qui per il dettaglio operativo F24.
Quali sono tutti i codici tributo crypto e investimenti?
Otto codici coprono il 99% dei casi. Cinque per le cripto-attività (uno per le plusvalenze, tre per la patrimoniale IC e uno se usi anche il modello 730/quadro T), tre per l’IVAFE sugli investimenti esteri tradizionali, più uno residuale per le plusvalenze su partecipazioni non qualificate. Eccoli tutti, raggruppati per tipologia.
| Imposta | Tipo versamento | Codice | Quadro dichiarativo |
|---|---|---|---|
| Cripto-attività (IC patrimoniale + plusvalenze) | |||
| Imposta sulle Cripto-attività (IC) | Saldo | 1727 | RW |
| Imposta sulle Cripto-attività (IC) | Acconto — 1ª rata | 1728 | RW |
| Imposta sulle Cripto-attività (IC) | Acconto — 2ª rata | 1729 | RW |
| Plusvalenze crypto | Saldo | 1715 | RT sez. V |
| Investimenti finanziari esteri tradizionali (IVAFE) | |||
| IVAFE | Saldo | 4043 | RW |
| IVAFE | Acconto — 1ª rata | 4047 | RW |
| IVAFE | Acconto — 2ª rata | 4048 | RW |
| Plusvalenze tradizionali (mercato finanziario classico) | |||
| Plusvalenze su partecipazioni non qualificate | Saldo | 1100 | RT sez. II |
IC e IVAFE: due imposte separate, ma stesso meccanismo
Entrambe sono imposte patrimoniali pari allo 0,2% annuo: la differenza sta nell’asset. L’IC (1727-1729) si applica a Bitcoin, Ethereum, stablecoin e qualsiasi altra cripto-attività, anche detenuta su portafoglio personale (hardware o software). L’IVAFE (4043-4048) si applica a strumenti finanziari tradizionali (azioni, ETF, obbligazioni, fondi) detenuti presso intermediari esteri come Interactive Brokers, Degiro, Trading 212 o Scalable Capital. Chi ha entrambe le tipologie deve versare ognuna con il proprio codice — sono importi che si sommano, non si sostituiscono.
Il codice 1715: imposta sostitutiva sulle plusvalenze crypto
Il 1715 è il codice da indicare nel Modello F24 quando hai realizzato plusvalenze dalla cessione di cripto-attività durante l’anno: vendita di Bitcoin contro euro, swap di ETH in USDC, conversione di stablecoin in altre crypto. L’aliquota dell’imposta sostitutiva è del 26% fino al 31 dicembre 2025 e sale al 33% dal 1° gennaio 2026 in base alla L. 208/2025, applicandosi solo alle vendite realizzate da quella data in avanti (non retroattiva).
L’importo si calcola nel Quadro RT sezione V della dichiarazione dei redditi: sottrai dal corrispettivo di vendita il costo fiscalmente riconosciuto dei coin venduti (metodo LIFO o costo medio, a scelta) e applichi l’aliquota sulla differenza. Se hai aderito alla rivalutazione crypto al 18% (finestra chiusa il 30/11/2025), il nuovo costo fiscale è il valore al 01/01/2025 su cui hai pagato la sostitutiva: usalo al posto del prezzo storico di acquisto.
I codici 1727, 1728, 1729: Imposta sulle Cripto-attività (IC)
L’IC è una patrimoniale: si paga sul controvalore in euro delle tue cripto-attività a prescindere dal fatto che tu venda o meno. L’aliquota è dello 0,2% annuo (2 per mille) sul valore medio detenuto durante l’anno; in mancanza di valutazione mensile si usa il valore al 31/12. Il versamento si scompone in tre codici:
- 1727 — saldo annuale dell’IC dovuta per l’anno d’imposta appena chiuso (ad esempio, IC 2025 versata nel 2026).
- 1728 — prima rata di acconto per l’anno fiscale in corso (40% se hai due rate, 100% se ti rientra l’acconto unico).
- 1729 — seconda rata di acconto (60%, solo se l’imposta dell’anno precedente è ≥ 257,52€).
L’IC non è dovuta se le cripto-attività sono detenute esclusivamente su piattaforme italiane registrate OAM (Organismo Agenti e Mediatori): in quel caso l’intermediario applica già l’imposta di bollo periodica e l’IC risulta assolta. Nel Quadro RW/W il deposito va indicato come “solo monitoraggio”.
Differenza tra 1715 e 1727: non confonderli
Il 1715 è un’imposta sui guadagni (plusvalenze realizzate dalla vendita) e si paga solo se hai un risultato positivo nell’anno. Il 1727 è una patrimoniale sul controvalore detenuto e si paga ogni anno indipendentemente dal fatto che tu abbia venduto, anche se sei in perdita. Sono due imposte completamente diverse, dovute in parallelo: se vendi Bitcoin a 50.000€ avendolo comprato a 20.000€, paghi 1715 sulla plusvalenza di 30.000€ e 1727 sul valore medio dei coin che ancora detieni.
I codici 4043, 4047, 4048: IVAFE su azioni ed ETF esteri
L’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero) si applica a chi detiene presso intermediari esteri: azioni quotate e non, ETF armonizzati e non, obbligazioni, fondi comuni, derivati. È un’imposta patrimoniale dello 0,2% annuo sul valore al 31/12 (o sulla giacenza media se calcolabile), con stesso meccanismo dell’IC ma codice tributo separato.
I broker più diffusi che fanno scattare l’IVAFE per i residenti italiani sono: Interactive Brokers (Stati Uniti / Irlanda), Degiro (Paesi Bassi / Germania), Trading 212 (Bulgaria / Regno Unito), Scalable Capital (Germania), eToro (Cipro), Revolut Securities Europe UAB (Lituania). Tutti gli investimenti detenuti presso queste entità vanno in regime dichiarativo: Quadro RT per le plusvalenze + Quadro RW per il monitoraggio + IVAFE con codici 4043/4047/4048 sul Modello F24.
Il codice 1100: plusvalenze “tradizionali” non qualificate
Il 1100 è il codice da usare quando hai realizzato plusvalenze su strumenti finanziari “tradizionali” del mercato classico: azioni quotate e non, quote di S.r.l., fondi comuni, obbligazioni, partecipazioni non qualificate (cioè quote sociali inferiori al 25% o al 20% di voti, a seconda dei casi). L’aliquota è del 26% e va dichiarata nel Quadro RT sezione II, distinta dalla sezione V dedicata alle crypto. Chi ha sia un broker estero con azioni sia un portafoglio crypto compila entrambe le sezioni del Quadro RT e versa due codici tributo distinti: 1715 per la sezione V crypto, 1100 per la sezione II tradizionale.
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Inizia gratis →Come funzionano soglie e rate dell’acconto?
L’acconto è progressivo: zero, una rata o due rate a seconda dell’imposta dell’anno precedente. Il meccanismo è identico per IC e IVAFE — cambiano solo i codici tributo da indicare in F24. Tre fasce determinano cosa devi fare:
| Imposta anno precedente | Rate acconto | Percentuali | Codici tributo |
|---|---|---|---|
| Inferiore o uguale a 51,64€ | Nessuna rata | — | — (solo saldo 1727/4043 se dovuto) |
| Tra 51,65€ e 257,51€ | Unica soluzione | 100% entro il 30 giugno | 1728 (IC) · 4047 (IVAFE) |
| Pari o superiore a 257,52€ | Due rate | 40% + 60% | 1728+1729 (IC) · 4047+4048 (IVAFE) |
Tre scenari concreti per orientarti
Per fissare le idee, ecco tre profili di contribuente con il dettaglio dei codici tributo da usare e degli importi.
Esempio 1 — Piccolo investitore (IC 2025 = 40€)
Hai detenuto in media 20.000€ in crypto durante il 2025. IC dovuta: 20.000 × 0,2% = 40€. Sotto soglia di 51,64€ → versi solo il saldo con codice 1727, nessun acconto per il 2026. Se l’IC dovuta è sotto 12€ il versamento non è nemmeno richiesto.
Esempio 2 — Investitore medio (IC 2025 = 180€)
Controvalore medio 90.000€, IC dovuta 180€. Rientri nella fascia 51,65–257,51€: versi saldo + acconto in unica soluzione il 30 giugno 2026 con codice 1728. Il saldo 1727 lo paghi in parallelo.
Esempio 3 — Investitore importante (IC 2025 = 600€)
Controvalore medio 300.000€, IC dovuta 600€. Sopra soglia di 257,52€ → due rate. Il 30 giugno 2026 versi il saldo (codice 1727 per 600€) più la prima rata acconto del 40% sul 2026 (codice 1728 per 240€). Il 30 novembre 2026 versi la seconda rata acconto del 60% (codice 1729 per 360€). Stesso meccanismo per l’IVAFE con codici 4043/4047/4048 se hai anche broker esteri.
Quali scadenze devi rispettare?
| Data | Cosa versare | Codici |
|---|---|---|
| 30 giugno 2026 | Saldo 2025 + 1ª rata acconto 2026 | 1727 + 1728 (IC) · 4043 + 4047 (IVAFE) · 1715 (plusvalenze crypto) · 1100 (plusvalenze tradizionali) |
| 31 luglio 2026 | Stessi importi del 30 giugno + maggiorazione 0,40% | Stessi codici (l’importo è maggiorato) |
| 30 novembre 2026 | 2ª rata acconto 2026 (solo se imposta ≥ 257,52€) | 1729 (IC) · 4048 (IVAFE) |
Sanzioni per mancato versamento
Pagare in ritardo o non pagare attiva interessi e sanzioni: per le omissioni puoi sanare con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997), con sanzione ridotta in proporzione ai giorni di ritardo. Più tardi paghi, più la riduzione si riduce. Se hai presentato il Modello 730 con sostituto d’imposta, il saldo viene trattenuto direttamente in busta paga, quindi non devi compilare il Modello F24 per quella parte: lo fai solo per le voci non gestite dal sostituto (acconti, plusvalenze crypto, IVAFE su broker esteri).
Come compilare il Modello F24 passo per passo?
Il campo critico è la Sezione Erario: una riga per ogni codice tributo, anno di riferimento corretto, importi separati per saldo e acconto. Non serve riempire altre sezioni se hai solo IC, IVAFE e plusvalenze.
- Apri il PDF Modello F24 (lo trovi su Agenzia delle Entrate o, precompilato, dalla scheda F24 nella tua dichiarazione aggregata MoneyViz).
- Scrivi il codice fiscale del contribuente nella sezione “Contribuente” — solo il tuo, anche se sei intestatario congiunto con coniuge: ognuno compila il proprio F24.
- Compila la Sezione Erario con una riga per ogni codice. Esempio per IC con due rate: riga 1 codice 1727 anno 2025 importo del saldo; riga 2 codice 1728 anno 2026 importo della prima rata; riga 3 codice 1729 anno 2026 importo della seconda rata.
- Aggiungi le righe IVAFE (4043/4047/4048) con stesso pattern se hai broker esteri tradizionali, e le righe 1715 o 1100 per le plusvalenze.
- Indica “Rateazione/regione/prov/mese rif” se applicabile: per i pagamenti unici lascia in bianco, per le rate la struttura è 0101 (rata 1 di 1), 0102 (rata 1 di 2), 0202 (rata 2 di 2).
- Verifica i totali in fondo alla Sezione Erario: somma orizzontale e verticale devono quadrare. Un errore qui blocca il pagamento.
- Paga il Modello F24 entro la scadenza tramite home banking (canale CBI), Entratel/Fisconline o sportello bancario — il modello cartaceo è accettato solo se l’importo a debito non eccede determinati limiti, altrimenti telematico obbligatorio.
Modello F24 precompilato MoneyViz
A partire dalla dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025), MoneyViz genera il PDF del Modello F24 precompilato con importi, codici tributo e scadenze già al posto giusto. Lo trovi nella scheda F24 della tua dichiarazione aggregata, incluso in tutti i piani di abbonamento (Self, Servito, VIP). Niente trascrizioni manuali, niente errori sui codici: scarichi il PDF e lo carichi sul tuo home banking. Per la procedura completa, consulta la FAQ Modello F24 crypto ufficiale di MoneyViz.
Quali errori evitare quando compili l’F24?
Gli errori più costosi sui codici tributo F24 crypto
- Confondere 1715 con 1727 → 1715 è plusvalenze (sostitutiva sul guadagno), 1727 è IC (patrimoniale sul detenuto). Sono due imposte diverse, dovute in parallelo se hai sia mosso sia detenuto crypto.
- Saltare il codice 1100 se hai venduto azioni o ETF a plusvalenza → la sezione V (1715, crypto) e la sezione II (1100, tradizionali) del Quadro RT sono separate; non puoi compensare automaticamente plusvalenze crypto con minusvalenze su azioni se non rispettano i criteri di compensazione previsti dal TUIR.
- Versare l’IC su crypto detenute su piattaforma italiana OAM → l’intermediario applica già il bollo, quindi la 1727 va a zero. Indica “solo monitoraggio” nel Quadro RW e non duplicare la patrimoniale.
- Indicare anno errato nella Sezione Erario → il saldo riporta l’anno d’imposta appena chiuso (per il saldo 2025 metti “2025”), l’acconto riporta l’anno in cui si versa (per acconto 2026 metti “2026”). Sbagliare anno fa rifiutare l’abbinamento.
- Pagare al netto della maggiorazione 0,40% quando hai spostato dal 30/6 al 31/7 → la maggiorazione non è facoltativa, è automatica: se paghi senza calcolarla risulti in carenza.
- Dimenticare l’IVAFE se hai broker esteri → molti pagano l’IC sulle crypto ma non l’IVAFE sulle azioni Trading 212, Scalable Capital o Interactive Brokers. Sono due imposte separate.
Cosa cambia nel 2026 per chi usa il Modello 730?
Dal 730 anno d’imposta 2024 sono stati introdotti i quadri T e W, riservati ai redditi di natura finanziaria delle persone fisiche non titolari di partita IVA — inclusi quelli derivanti da cripto-attività. Per i quadri T e W del 730, le tempistiche e i versamenti possono essere gestiti tramite il sostituto d’imposta se ce ne hai uno: la trattenuta avviene direttamente in busta paga o pensione, e non devi compilare il Modello F24 per quelle voci. Per il dettaglio sul nuovo Quadro RT crypto e sui quadri 730, leggi Il nuovo Quadro RT del Modello Redditi PF 2025 — guida completa e Modello 730/2025 — novità sulla dichiarazione di investimenti e criptovalute.
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Domande Frequenti sui codici tributo F24 crypto
A cosa serve il codice tributo 1715?
Il 1715 è il codice che indichi nella Sezione Erario del Modello F24 per versare l’imposta sostitutiva al 26% (33% dal 2026) sulle plusvalenze derivanti dalla cessione di cripto-attività, determinate nel Quadro RT sezione V della dichiarazione dei redditi. Si paga insieme al saldo annuale, di norma entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello d’imposta.
Qual è la differenza tra i codici 1727, 1728 e 1729?
Sono i tre codici per l’Imposta sulle Cripto-attività (IC), la patrimoniale dello 0,2% annuo. Il 1727 è il saldo dell’IC dovuta per l’anno d’imposta chiuso (per esempio l’IC 2025 versata nel 2026). Il 1728 è la prima rata di acconto per l’anno fiscale corrente. Il 1729 è la seconda rata di acconto. Se l’imposta dell’anno precedente è ≤ 51,64€ non versi acconto; tra 51,65€ e 257,51€ versi unica rata 100% con codice 1728; sopra 257,52€ versi due rate (40% + 60%) con 1728 e 1729.
Devo pagare l'IC se ho le crypto su una piattaforma italiana?
No, in linea generale. Se detieni le cripto-attività esclusivamente su una piattaforma italiana registrata OAM (Organismo Agenti e Mediatori), l’intermediario applica già l’imposta di bollo periodica sulle cripto-attività: l’IC risulta assolta e non devi versare con codici 1727-1729. In quel caso nel Quadro RW indichi “solo monitoraggio”. Se invece hai un mix italiano + estero o portafoglio personale (Ledger, Metamask, Phantom), versi l’IC solo sulla parte non già assoggettata a bollo dall’intermediario italiano.
Quali sono i codici tributo IVAFE per azioni e ETF esteri?
4043 per il saldo, 4047 per la prima rata di acconto, 4048 per la seconda rata. L’IVAFE si applica a chi detiene azioni, ETF, obbligazioni, fondi o derivati presso intermediari esteri (Interactive Brokers, Degiro, Trading 212, Scalable Capital, eToro, Revolut Securities). Le soglie e le rate sono identiche all’IC: nessun acconto sotto 51,64€, acconto unico tra 51,65€ e 257,51€, due rate sopra 257,52€.
Chi ha solo crypto deve usare anche i codici IVAFE 4043-4048?
No. Chi detiene esclusivamente cripto-attività usa solo i codici dell’Imposta sulle Cripto-attività (1727-1729) e, se ha venduto a plusvalenza, il 1715 per la sostitutiva. L’IVAFE riguarda solo strumenti finanziari tradizionali presso broker esteri (azioni, ETF, obbligazioni). Chi ha sia crypto sia un broker estero per stock investing versa entrambe le imposte in parallelo, con codici separati: IC + IVAFE non si compensano, si sommano.
Quando si usa il codice tributo 1100 invece del 1715?
Il codice 1100 è dedicato alle plusvalenze “tradizionali” derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate: azioni quotate e non, quote di S.r.l., fondi comuni, obbligazioni e altri strumenti finanziari del mercato classico, dichiarati nel Quadro RT sezione II al 26%. Il 1715 invece serve solo per le plusvalenze crypto, sezione V. Chi ha sia azioni sia crypto compila entrambe le sezioni e versa entrambi i codici tributo: 1100 per la parte tradizionale, 1715 per quella crypto.
Quali sono le scadenze del Modello F24 crypto per il 2026?
Le due date sono il 30 giugno 2026 (saldo 2025 + prima rata acconto 2026) e il 30 novembre 2026 (seconda rata di acconto 2026, solo se l’imposta supera 257,52€). È possibile spostare il versamento del 30 giugno al 31 luglio pagando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto: la possibilità vale sia per l’IC sia per l’IVAFE. Il versamento non è richiesto se l’IC dovuta è inferiore a 12€ annui.
Come compilo l'F24 se devo pagare sia IC sia IVAFE sia plusvalenze?
Compili più righe della Sezione Erario, una per ogni codice tributo. Esempio per un investitore con crypto su Ledger e azioni su Interactive Brokers che ha realizzato plusvalenze nel 2025: riga 1 codice 1727 anno 2025 saldo IC; riga 2 codice 1728 anno 2026 prima rata IC (se dovuta); riga 3 codice 1729 anno 2026 seconda rata IC (se dovuta); riga 4 codice 4043 anno 2025 saldo IVAFE; riga 5 codice 4047 anno 2026 prima rata IVAFE; riga 6 codice 4048 anno 2026 seconda rata IVAFE; riga 7 codice 1715 anno 2025 sostitutiva plusvalenze crypto. MoneyViz precompila tutte queste righe automaticamente nel PDF F24 della dichiarazione aggregata.
Cosa succede se sbaglio codice tributo nel Modello F24?
Se il codice è palesemente errato l’incrocio con la dichiarazione fallisce e ti arriva una comunicazione di irregolarità (avviso bonario). Hai 30 giorni per pagare con sanzione ridotta o rivolgerti a un Centro Assistenza Fiscale (CAF) o all’Agenzia delle Entrate per la rettifica del codice. Per evitare il problema scarica il PDF F24 precompilato di MoneyViz, che applica automaticamente il codice tributo corretto in base alla natura dell’imposta — è incluso in tutti i piani.
Posso pagare il Modello F24 con compensazione crediti?
Sì, se hai crediti d’imposta (per esempio IRPEF a credito, IVA a credito o eccedenze di altre imposte) puoi compensare orizzontalmente nella Sezione Erario del Modello F24 indicando l’importo negli appositi campi “Importi a credito compensati”. Il totale a debito si riduce di pari importo. Attenzione: la compensazione è soggetta a limiti annui di legge, e per alcuni crediti serve il visto di conformità del professionista. Per questo, se compensi cifre significative, verifica con un commercialista la conformità dell’operazione.
Fonti e riferimenti normativi
Fonti normative: art. 67 e 68 TUIR (redditi diversi, plusvalenze crypto e tradizionali); L. 197/2022 (introduzione del regime fiscale crypto e IC); L. 207/2024 (abolizione franchigia 2.000€); L. 208/2025 (aliquota crypto al 33% dal 2026); D.L. 167/1990 (monitoraggio fiscale, Quadro RW); D.L. 201/2011 (IVAFE).
Fonti operative: Modello F24 e istruzioni Agenzia delle Entrate; risoluzioni dell’Agenzia per l’istituzione dei codici tributo dedicati alle cripto-attività (1715, 1727, 1728, 1729) e per l’IVAFE (4043, 4047, 4048).
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Supervisione: contenuto revisionato dal team fiscale MoneyViz composto da Dottori Commercialisti e Revisori Legali. Le tabelle codici sono allineate alla scheda canonica F24 di MoneyViz al 20 maggio 2026.
Ultima revisione: 20 maggio 2026 — pubblicazione iniziale.
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Ultima revisione: 20 maggio 2026.
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