Exchange crypto e MiCAR 2026: chi resta e chi deve chiudere in Italia?
Dal 1° luglio 2026 finisce il periodo transitorio MiCAR: in Italia possono operare solo gli 8 CASP autorizzati da CONSOB (più Banca Sella) e gli exchange con licenza MiCA passaportata. Binance, Wirex e YouHodler restano fuori; Bitget in attesa di esito. In tutta l'UE i CASP autorizzati sono appena 244. Ecco chi resta, chi deve chiudere e cosa fare dei tuoi fondi.
Punti chiave (TL;DR)
- Dal 1° luglio 2026 finisce il periodo transitorio MiCAR (art. 143, par. 3 del Regolamento UE 2023/1114): l’ultimo giorno operativo in Italia è il 30 giugno 2026. Da quella data offrire servizi crypto a clienti UE senza autorizzazione come CASP è una violazione del diritto europeo.
- In Italia sono 8 i CASP autorizzati da CONSOB (in coordinamento con la Banca d’Italia): CheckSig, Conio, CryptoSmart, Hercle, Hodlie, Olliv, Riv Digital e Young Platform. A questi si aggiunge Banca Sella, che opera come intermediario bancario tramite notifica alla Banca d’Italia (non è una licenza CASP): in tutto 9 soggetti abilitati.
- Gli exchange internazionali con licenza MiCA in un altro Stato UE (Coinbase, Kraken, Crypto.com, Bitpanda, Revolut, Bybit EU e altri) possono operare in Italia grazie al passaporto europeo.
- Binance, Wirex e YouHodler non hanno ottenuto la licenza entro la scadenza e devono cessare l’attività ordinaria in Italia. Bitget ha una domanda presentata in Austria ma nessuna comunicazione ufficiale sull’esito (né da Bitget né dalle autorità); Nexo continua a operare affidandosi a partner tedeschi autorizzati (custodia via Tangany, CASP MiCAR regolato da BaFin; trading via DLT Finance) — non con una licenza propria di CONSOB.
- I tuoi fondi non vengono congelati: ESMA impone una chiusura ordinata (orderly wind-down) — puoi vendere, prelevare o trasferire i tuoi asset a un exchange autorizzato o in self-custody (in un tuo portafoglio personale), ma non aprire nuove posizioni.
- In tutta l’UE i CASP autorizzati sono appena 244 (giugno 2026) contro oltre 3.000 operatori pre-MiCA: MoneyViz ha creato eucompliant.exchange, il tool gratuito per verificare in un click se il tuo exchange è autorizzato.
Risposta Rapida
Dal 1° luglio 2026 in Italia possono offrire servizi crypto solo gli operatori autorizzati come CASP sotto MiCAR: gli 8 CASP autorizzati da CONSOB (più Banca Sella come intermediario bancario) e gli exchange internazionali che hanno una licenza MiCA in un altro Stato UE e il passaporto attivo in Italia.
Chi non ha ottenuto la licenza — Binance, Wirex, YouHodler — deve cessare l’attività ordinaria e avviare una chiusura ordinata: puoi ancora vendere e trasferire i tuoi asset, ma non aprire nuove posizioni. Il caso Bitget resta in sospeso: domanda presentata in Austria, ma nessuna comunicazione ufficiale sull’esito, né da Bitget né dalle autorità. I tuoi fondi non vengono congelati, ma vanno spostati per tempo su un exchange autorizzato o in self-custody. Puoi verificare lo stato di qualsiasi piattaforma su eucompliant.exchange.
Il 1° luglio 2026 è la data che segna la fine dell’era del “far west” per gli exchange di criptovalute in Europa. Con la scadenza del periodo transitorio del Regolamento MiCAR, le piattaforme che scambiano, custodiscono o intermediano cripto-attività per i clienti dell’Unione devono avere un’autorizzazione formale: la licenza da CASP (Crypto-Asset Service Provider, prestatore di servizi per le cripto-attività). Chi non ce l’ha non può più operare. In MoneyViz seguiamo la questione da mesi, perché tocca direttamente milioni di risparmiatori italiani: se l’exchange che utilizzi decide di non operare più nel mercato europeo, devi sapere cosa succede ai tuoi asset e quali obblighi fiscali restano comunque a tuo carico.
La notizia è arrivata in modo brusco: nelle ultime ore prima della scadenza diversi operatori hanno inviato email di preavviso ai clienti, mentre CONSOB pubblicava l’elenco dei soggetti abilitati in Italia. Il risultato è un mercato spaccato in due: da una parte chi ha ottenuto la licenza e continua a operare, dall’altra chi deve gestire un’uscita ordinata dal mercato europeo.
In questa guida trovi la mappa completa — chi resta, chi deve chiudere, cosa dicono CONSOB ed ESMA, cosa succede ai tuoi asset e cosa devi fare, passo per passo, per non perdere né i tuoi asset né la correttezza fiscale.
Cosa cambia dal 1° luglio 2026 con la fine del periodo transitorio MiCAR?
Dal 1° luglio 2026 nessun exchange può più offrire servizi crypto ai clienti UE senza una licenza MiCA: è la fine del regime transitorio che permetteva agli operatori già attivi a livello nazionale di continuare mentre completavano l’autorizzazione.
MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation, Regolamento UE 2023/1114) è il quadro normativo unico che disciplina le cripto-attività in tutta l’Unione. Prima di MiCAR, ogni Stato aveva le proprie regole: in Italia gli exchange si iscrivevano al registro OAM (Organismo Agenti e Mediatori) come VASP (Virtual Asset Service Provider). MiCAR sostituisce quel mosaico di registrazioni nazionali con un’unica autorizzazione europea, la licenza CASP, valida e “passaportabile” in tutti i 27 Stati membri.
L’articolo 143, paragrafo 3 del Regolamento prevedeva un “grandfathering”: chi operava legittimamente prima del 30 dicembre 2024 poteva continuare fino al 1° luglio 2026, o fino a quando l’autorizzazione MiCA non fosse concessa o negata. Quella finestra si è chiusa. Come spiega l’esperto di pagamenti innovativi e blockchain Roberto Garavaglia nella sua analisi del regime autorizzativo dei CASP, il passaggio da VASP a CASP non è una semplice riclassificazione burocratica: è un innalzamento sostanziale dei requisiti di capitale, governance, custodia e tutela del cliente (approfondimento su PagamentiDigitali).
Cos'è un CASP (Crypto-Asset Service Provider)
Un CASP è un operatore autorizzato a fornire uno o più dei 10 servizi su cripto-attività previsti da MiCAR: custodia e amministrazione per conto terzi, gestione di una piattaforma di negoziazione, scambio cripto-fiat, scambio cripto-cripto, esecuzione di ordini, collocamento, ricezione e trasmissione di ordini, consulenza, gestione di portafoglio, trasferimento di cripto-attività.
L’autorizzazione può coprire tutti o solo alcuni di questi servizi. Young Platform, per esempio, è stata autorizzata per 8 servizi su 10. Ottenuta in uno Stato UE, la licenza vale in tutta l’Unione tramite il passaporto europeo.
La regola vale in modo uniforme: il 1° luglio 2026 è il termine ultimo per l’intera UE. Alcuni Stati membri avevano fissato scadenze nazionali anticipate, ma nessuno poteva prorogare oltre questa data.
Chi può operare in Italia? Gli 8 CASP autorizzati da CONSOB (più Banca Sella)
In Italia l’autorità che autorizza i CASP specializzati è CONSOB, con il parere della Banca d’Italia. Alla fine del periodo transitorio i CASP autorizzati sono 8, a cui si aggiunge Banca Sella come intermediario bancario: in tutto 9 soggetti abilitati.
CONSOB ha pubblicato l’elenco in coordinamento con la Banca d’Italia. La distinzione è importante: i CASP specializzati richiedono un’autorizzazione piena a CONSOB; le banche e le SIM, invece, entrano nel mercato crypto tramite una semplice notifica alla Banca d’Italia (art. 60 MiCAR), perché già vigilate. Ecco perché Banca Sella figura tra i soggetti abilitati ma non è un CASP autorizzato in senso stretto.
| Operatore | Tipo di abilitazione | Note |
|---|---|---|
| CASP autorizzati da CONSOB (con parere Banca d’Italia) | ||
| CheckSig S.r.l. | Autorizzazione CASP | Exchange italiano |
| Conio S.r.l. | Autorizzazione CASP | App-portafoglio italiana, integrata anche in servizi bancari |
| CryptoSmart S.p.A. | Autorizzazione CASP | Exchange italiano |
| Hercle S.r.l. | Autorizzazione CASP | Servizi di trading e liquidità istituzionale |
| Hodlie S.r.l. | Autorizzazione CASP | Piattaforma di investimento crypto con AI |
| Olliv S.r.l. | Autorizzazione CASP | Servizi di exchange e custodia |
| Riv Digital S.r.l. | Autorizzazione CASP | Cambiavalute crypto con rete fisica |
| Young Platform S.p.A. | Autorizzazione CASP (8 servizi su 10) | Exchange italiano tra i più diffusi |
| Intermediario bancario (notifica Banca d’Italia) | ||
| Banca Sella S.p.A. | Notifica ex art. 60 MiCAR | Banca già vigilata: presta servizi crypto senza autorizzazione CASP separata |
La lista è una fotografia, non un elenco definitivo
Il numero di 8 CASP è aggiornato alla scadenza del periodo transitorio. CONSOB può autorizzare altri operatori nei mesi successivi, man mano che completano l’istruttoria. L’elenco ufficiale e aggiornato è consultabile nella sezione CASP dell’area pubblica di CONSOB.
E gli exchange internazionali? Il passaporto europeo
Non serve essere autorizzati da CONSOB per operare legalmente in Italia: basta avere una licenza MiCA in un qualsiasi Stato UE e attivare il passaporto europeo. È così che i grandi exchange internazionali continuano a servire i clienti italiani.
Molte delle piattaforme più usate hanno ottenuto la licenza CASP in Paesi come Irlanda, Lussemburgo, Malta, Cipro, Austria o Germania, e da lì operano in tutta l’Unione. Attenzione: l’entità autorizzata spesso ha un nome legale diverso dal marchio commerciale (per esempio Kraken opera come Payward Europe Solutions, Crypto.com come Foris DAX MT).
| Exchange | Entità autorizzata (Stato UE) |
|---|---|
| Coinbase | Coinbase Europe / Coinbase Luxembourg (Lussemburgo) |
| Kraken | Payward Europe Solutions (Irlanda) |
| Crypto.com | Foris DAX MT (Malta) |
| Bitpanda | Bitpanda GmbH (Austria) |
| Revolut (crypto) | Revolut Digital Assets Europe (Cipro) |
| Bybit EU | Bybit EU GmbH (Austria) |
| OKX · Gate.io · KuCoin · Bitstamp · bitvavo · WhiteBIT | Entità autorizzate in vari Stati UE |
Stesso marchio, entità diverse: controlla quale usi
Alcuni marchi hanno un’entità europea autorizzata e una globale non autorizzata. Bybit ne è l’esempio: Bybit EU (Austria) ha la licenza MiCA e può servirti; l’entità globale Bybit.com, no. Quando accedi, verifica quale entità gestisce il tuo conto e se è quella autorizzata a operare in Italia. Nel dubbio, controlla su eucompliant.exchange.
Quali exchange non hanno la licenza e devono chiudere in Italia?
Gli operatori che alla scadenza non hanno ottenuto l’autorizzazione come CASP in almeno un Paese UE devono cessare l’attività, limitandosi alle operazioni funzionali alla chiusura dei rapporti con i clienti. È la posizione ufficiale di CONSOB, in linea con le indicazioni ESMA.
Tra le piattaforme diffuse tra i risparmiatori italiani, questi sono i nomi rimasti fuori (o in posizione ambigua) alla data del 1° luglio 2026:
| Exchange | Stato al 1° luglio 2026 | Cosa comunica agli utenti |
|---|---|---|
| Binance | Nessuna licenza MiCA entro la scadenza | Sospende i servizi ordinari per i clienti residenti in Italia dal 1° luglio; dichiara di puntare a ottenere la licenza “nei prossimi mesi” |
| YouHodler | In attesa di autorizzazione | Adotta un “regime di operatività limitata” dal 1° luglio: sospende gli acquisti, consente vendita e trasferimento fondi, in attesa dell’autorizzazione |
| Wirex | Ex-OAM senza licenza MiCA | Nell’elenco degli ex-VASP italiani senza autorizzazione CASP |
| Bitget | Domanda presentata in Austria — esito non comunicato | Nessuna comunicazione ufficiale sull’esito, né da Bitget né dalle autorità: non risulta né autorizzata né formalmente respinta |
| Nexo | Caso a parte (vedi sezione dedicata) | Continua a operare affidando la custodia a Tangany (CASP MiCAR/BaFin) e il trading a DLT Finance — non con una licenza CASP propria di CONSOB |
Il caso più rilevante per numero di utenti è Binance: abbiamo dedicato un’analisi approfondita — che distingue i fatti verificati dalle voci di corridoio — a cosa succede e cosa fare se usi la piattaforma. Leggi Binance e la licenza MiCA 2026: cosa succede e cosa fare.
'Cessare l'attività' non vuol dire 'sparire con i tuoi soldi'
Cessare l’attività significa smettere di offrire nuovi servizi (niente nuovi conti, niente nuovi acquisti, niente nuove posizioni) e gestire un’uscita ordinata. L’exchange resta tenuto a restituirti i tuoi asset, permettendoti di venderli o trasferirli. Il rischio concreto non è la perdita dei fondi, ma i tempi e le frizioni del processo di offboarding.
E gli altri exchange “offshore” senza licenza?
Oltre agli ex-OAM, c’è un gruppo ancora più ampio di exchange che in Italia non erano nemmeno iscritti al registro OAM e che oggi non hanno alcuna licenza MiCA: da MEXC a BingX, passando per Poloniex, HitBTC e BitMEX. Per gli utenti italiani la conseguenza è identica: dal 1° luglio 2026 non possono offrire nuovi servizi e, se non ottengono un’autorizzazione UE, devono avviare l’uscita ordinata.
C’è un dettaglio che aiuta a leggere il fenomeno: molti di questi operatori avevano già scelto di stabilirsi fuori dal perimetro regolamentare dell’Unione, in giurisdizioni note per una fiscalità più leggera e requisiti di vigilanza meno stringenti — dalle Isole Cayman alle Seychelles, dalle Isole Vergini Britanniche a Saint Vincent e Grenadine. È il caso, tra gli altri, di piattaforme come AscendEX, Ledn, Phemex e BitMart. MiCAR chiude la porta a questo modello per gli utenti retail europei: senza un’autorizzazione UE, l’accesso al mercato dell’Unione non è più consentito, a prescindere da dove abbia sede la società.
Dove vedere l'elenco completo e aggiornato
L’elenco completo delle piattaforme supportate da MoneyViz — con il relativo stato (licenza MiCAR, ex-OAM, altri exchange) — è nella pagina Broker, exchange e blockchain supportati. Per la posizione del singolo operatore usa eucompliant.exchange.
Il caso Nexo: cosa significa “operare tramite servizi di terzi”?
Nexo ha comunicato che continuerà a servire i clienti dell’area SEE e italiani anche dopo il 1° luglio 2026, ma non con una licenza CASP propria di CONSOB: opera all’interno di una struttura MiCA-compliant sotto vigilanza tedesca (BaFin), affidando i servizi regolamentati a partner europei già autorizzati. È il modello del “operare tramite servizi di terzi”: non una licenza di Nexo, ma l’appoggio all’autorizzazione di soggetti terzi licenziati.
Secondo la propria FAQ ufficiale su MiCA e le relative condizioni MiCA, l’assetto poggia su due partner tedeschi già autorizzati, che erogano i servizi regolamentati al posto di Nexo:
| Partner | Ruolo | Autorizzazione |
|---|---|---|
| Tangany (Monaco di Baviera) | Custodia degli asset dei clienti EEA, segregati | Custodian MiCAR-licensed, vigilato da BaFin e presente nel registro ESMA dei CASP |
| DLT Finance — DLT Securities GmbH (Francoforte) | Controparte di trading per i clienti del nuovo assetto EEA | Impresa di investimento licenziata MiCAR e MiFID II |
Perché il caso Nexo è diverso da chi semplicemente chiude
A differenza di un exchange senza alcuna licenza, la custodia dei tuoi asset è affidata a un soggetto autorizzato: Tangany è un custodian MiCAR regolato da BaFin. Questo risponde proprio al requisito di MiCAR che vieta di delegare la custodia a entità non autorizzate come CASP — qui il custode lo è. Nexo dichiara che “l’account, i prodotti e i servizi restano disponibili, senza modifiche” e che i fondi “restano sicuri e pienamente accessibili in ogni momento”.
Cosa tenere comunque a mente
Restano due elementi da valutare:
- Non è una licenza di Nexo. Nexo non è tra i CASP autorizzati da CONSOB: opera grazie all’autorizzazione dei partner tedeschi (Tangany, DLT Finance), non con un’autorizzazione propria. Il rapporto contrattuale e la catena di responsabilità diventano più articolati.
- Gli assetti basati su partner possono cambiare. Verifica sempre le comunicazioni ufficiali di Nexo e la posizione di CONSOB prima di operare, e controlla lo stato aggiornato su eucompliant.exchange.
Cosa dice ESMA sulla chiusura ordinata (orderly wind-down)?
ESMA ha chiesto agli operatori non autorizzati di chiudere in modo ordinato, tutelando gli interessi dei clienti: stop immediato a nuovi clienti e marketing, attività limitata a vendere, trasferire o chiudere le posizioni, custodia solo per il tempo strettamente necessario a completare l’uscita. Le indicazioni sono contenute in due comunicazioni ufficiali.
- Statement del 17 aprile 2026 (ESMA75-113276571-1679): i piani di wind-down devono consentire un’uscita ordinata senza danno economico indebito per i clienti, organizzando l’offboarding — per esempio trasferendo le cripto-attività detenute per conto del cliente a un CASP autorizzato o a un self-hosted wallet. Entro il 1° luglio 2026 ogni CASP non autorizzato deve avere implementato (non solo redatto) il proprio piano.
- Statement del 23 giugno 2026 (ESMA75-113276571-1710): gli operatori devono immediatamente smettere di acquisire nuovi clienti UE, non aprire nuovi rapporti e cessare marketing e sollecitazione, limitando i servizi alle azioni necessarie a vendere, trasferire, riallocare o chiudere le posizioni.
I due documenti che contano
Le uniche comunicazioni operative di ESMA sul wind-down sono lo statement di aprile 2026 (rif. -1679) e quello di giugno 2026 (rif. -1710). Fai sempre riferimento ai due documenti ufficiali linkati sopra e alla pagina MiCA di ESMA.
Cosa succede ai tuoi fondi e alla liquidità?
La tua liquidità è tutelata da un’uscita gestita, non congelata: puoi vendere, prelevare o trasferire i tuoi asset a un exchange autorizzato o in self-custody. Quello che non puoi più fare è aprire nuove posizioni, depositare o avviare nuovi servizi con l’operatore che cessa.
L’intento del regolatore è chiaro: nel documento di giugno 2026 ESMA specifica che, durante la chiusura, l’operatore non autorizzato può limitarsi alle azioni necessarie a vendere o trasferire le cripto-attività, riallocarle o chiudere le posizioni, e la custodia può proseguire solo per il periodo strettamente necessario a completare un’uscita ordinata. Il rischio pratico, quindi, non è il blocco dei fondi, ma i tempi e le frizioni: interfacce ridotte, code sui prelievi, finestre limitate.
- Non farti prendere dal panico e non svendere. Vendere tutto di corsa può generare plusvalenze tassabili e prezzi peggiori. Hai il diritto a un’uscita ordinata.
- Leggi la comunicazione ufficiale del tuo exchange. Verifica le date: entro quando puoi operare, entro quando devi trasferire, quali servizi restano attivi.
- Scarica subito lo storico completo delle transazioni. Ti serve per la dichiarazione fiscale e per ricostruire il costo di carico: fallo prima che l’accesso venga limitato.
- Scegli dove spostare gli asset: un exchange autorizzato (CASP o passaportato) oppure un self-hosted wallet di cui controlli le chiavi.
- Trasferisci per tempo, senza aspettare l’ultimo giorno, per evitare le code di offboarding.
- Conserva le prove di ogni trasferimento (hash, importi, date): ti servono in caso di controllo e per il calcolo delle imposte.
Verifica se il tuo exchange è autorizzato
eucompliant.exchange è il tool gratuito di MoneyViz: digita il nome dell'exchange e il tuo Paese e scopri se è autorizzato, in regime transitorio o fuori dal mercato.
Controlla il tuo exchange →Come verificare se il tuo exchange è autorizzato: eucompliant.exchange
Abbiamo costruito eucompliant.exchange proprio per rispondere a una domanda semplice: “il mio exchange può ancora operare con me?”. Inserisci il nome della piattaforma e il tuo Paese (Italia di default) e ottieni un verdetto immediato, basato sul registro ufficiale MiCA di ESMA incrociato con i dati che MoneyViz traccia sulle piattaforme.
I verdetti possibili sono:
| Verdetto | Cosa significa |
|---|---|
| Autorizzato | CASP con licenza MiCA e passaporto attivo verso il tuo Paese: può operare con te |
| Condizionato | Licenza in un altro Stato UE ma passaporto non ancora attivo verso di te |
| Transitorio | Ex-VASP italiano senza licenza MiCA: poteva operare fino al 1° luglio 2026 |
| Segnalato | Presente nella lista ESMA degli operatori non conformi |
| Chiuso / Non in registro | Operatore cessato oppure mai autorizzato in UE |
Il tool è gratuito e non richiede registrazione: è il modo più rapido per capire la tua posizione prima di decidere dove spostare gli asset.
Un exchange può ancora ottenere la licenza MiCAR?
Sì. Cessare l’attività ora non è una condanna definitiva: un operatore può ottenere l’autorizzazione presentando domanda a CONSOB (con il parere della Banca d’Italia) oppure ottenendo la licenza CASP in un altro Stato UE e passaportandola in Italia. I tempi, però, non sono compatibili con chi arriva all’ultimo minuto.
Ottenere un’autorizzazione CASP da un’autorità nazionale non è un passaggio rapido: per una domanda ben istruita l’iter richiede di norma 6-12 mesi. In alcuni casi i tempi possono essere più brevi — per esempio quando il confronto con l’autorità è già avviato da tempo, in sordina e senza evidenza pubblica — ma non è comunque qualcosa che si chiude in poche settimane. È il motivo per cui gli operatori non ancora autorizzati alla scadenza non possono “rimediare” all’ultimo minuto: devono uscire dal mercato e, se vogliono rientrare, completare l’intero percorso. Binance stessa, comunicando lo stop, ha dichiarato di puntare a ottenere la licenza “nei prossimi mesi” — un orizzonte che conferma quanto la procedura sia tutt’altro che immediata.
Perché la maggior parte degli operatori non ce l'ha fatta
Il divario è enorme: a fronte di oltre 3.000 operatori registrati a livello nazionale nell’era pre-MiCA (solo la Polonia ne contava oltre 1.400), a giugno 2026 i CASP autorizzati in tutta l’UE erano appena 244. Secondo il CEO di OKX Europe, “l’80% degli operatori crypto non sopravviverà” alla stretta MiCA. È il più grande consolidamento mai visto nel settore in Europa.
”MiCA ready” non è una licenza: la reverse solicitation non è una scappatoia
Conta solo la licenza CASP concessa e iscritta nel registro. Dichiararsi “MiCA ready”, “in linea con MiCA” o “in attesa di autorizzazione” non equivale a essere autorizzati — e la reverse solicitation non è la scorciatoia che permette a un exchange senza licenza di continuare a servirti.
Aver lavorato per adeguarsi, aver presentato una domanda o aver predisposto una “struttura conforme” non produce alcun effetto giuridico finché l’autorizzazione non è concessa. Come ha ribadito ESMA, alla scadenza un piano sulla carta non basta: conta l’iscrizione nel registro degli operatori autorizzati. Diffida di chi promette continuità di servizio con formule di marketing senza il nome nel registro ESMA o CONSOB: verificalo sempre, anche su eucompliant.exchange.
La reverse solicitation (art. 61 MiCAR) è l’unica eccezione che consente a un operatore extra-UE di prestare un servizio a un cliente europeo senza autorizzazione, ma solo quando è il cliente, di sua esclusiva iniziativa, a richiederlo. Nelle sue Linee guida di febbraio 2025 ESMA la definisce un’eccezione da intendere “in senso molto limitato e restrittivo”, che “non va presunta né usata per aggirare MiCA”.
Perché la reverse solicitation non salva questi exchange
- Il marketing pregresso la preclude. Qualsiasi sollecitazione, pubblicità o promozione rivolta a clienti UE — “a prescindere dal mezzo di comunicazione utilizzato”, quindi app, siti in italiano, social, sponsorizzazioni, programmi referral — non è reverse solicitation. Gli operatori che negli anni hanno fatto marketing in Italia hanno già “sollecitato” i propri clienti: per loro l’eccezione non è disponibile.
- Non è un modello di business e non copre i clienti esistenti. Vale per casi isolati e genuini, non per trattenere i rapporti in essere acquisiti con la promozione, né per offrire nuovi prodotti allo stesso cliente.
- Non c’è alternativa alla chiusura ordinata. ESMA lega la reverse solicitation alla fine del periodo transitorio: per un exchange non autorizzato con clienti italiani acquisiti tramite marketing l’unica strada è il wind-down — far vendere, trasferire o chiudere le posizioni. “Continuo perché è il cliente a chiedermelo” non regge.
In concreto: una domanda presentata e non ancora decisa (come per Bitget) o una struttura che si appoggia a partner autorizzati (come Nexo con il custodian Tangany) vanno comunque valutate caso per caso — non sono un’autorizzazione in capo all’exchange stesso. Prima di lasciare i tuoi asset su una piattaforma, cerca il suo nome nel registro ufficiale, non nelle sue dichiarazioni di marketing.
E le tasse? Cosa devi dichiarare comunque
Che il tuo exchange resti aperto o chiuda, gli obblighi fiscali italiani non cambiano: le plusvalenze e le giacenze crypto vanno dichiarate lo stesso, e la chiusura di una piattaforma può anzi creare complicazioni in più. La fine dell’operatività di un exchange non cancella la tua storia di transazioni, né gli obblighi di monitoraggio.
Alcuni punti a cui prestare attenzione:
- Le plusvalenze del 2026 si tassano al 33% (aliquota salita dal 26% dal 1° gennaio 2026), da indicare nel Quadro RT. Se vendi di corsa per uscire da una piattaforma che chiude, stai realizzando plusvalenze tassabili: fai i conti prima.
- Il Quadro RW (monitoraggio fiscale) va compilato anche per gli asset detenuti su un exchange che ha cessato: conta la detenzione durante l’anno, non lo stato dell’operatore a fine anno.
- Se l’exchange che usavi ha lasciato il registro OAM senza diventare CASP, cambia anche il modo in cui si applicano alcune imposte indirette: ne parliamo in Imposta di bollo crypto: cosa cambia con MiCA e OAM.
- Per il quadro completo delle aliquote 2026 e del perché solo le stablecoin in euro MiCAR restano al 26%, leggi Tasse Crypto 2026: 33% confermato, 26% solo per stablecoin euro MiCAR.
Se sposti gli asset, tieni traccia di tutto
Trasferire le tue crypto da un exchange che chiude verso un altro portafoglio non è un evento tassabile (è un trasferimento tra tuoi indirizzi, non una vendita). Ma devi documentarlo: se non conservi lo storico, rischi che il nuovo portafoglio mostri asset “senza costo di carico”, gonfiando artificialmente la plusvalenza alla successiva vendita. Scaricare l’export completo prima della chiusura è la mossa più importante.
Sposta gli asset, ma non chiudere i conti
Un consiglio pratico spesso trascurato: trasferisci pure i tuoi asset, ma non affrettarti a chiudere l’account. Finché l’exchange lo consente, tenere il conto attivo ti permette di accedere allo storico e scaricare gli statement ufficiali — indispensabili per la dichiarazione e in caso di controllo — e di contattare il supporto con un account ancora valido. Un conto chiuso spesso significa perdere l’accesso proprio ai documenti di cui potresti avere bisogno in futuro: chiudilo solo quando sei certo di avere già salvato tutto lo storico.
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Quando un exchange chiude, il problema più insidioso non è finanziario: è la perdita dei dati. Senza lo storico completo delle transazioni, ricostruire costo di carico, plusvalenze e Quadro RW diventa un incubo — e un errore può costare caro in caso di accertamento.
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Domande Frequenti su MiCAR ed exchange in Italia
Cosa succede il 1° luglio 2026 con MiCAR?
Finisce il periodo transitorio previsto dall’art. 143, par. 3 del Regolamento UE 2023/1114 (MiCAR): l’ultimo giorno operativo in Italia è il 30 giugno 2026. Dal 1° luglio, offrire servizi su cripto-attività a clienti dell’Unione senza autorizzazione come CASP è una violazione del diritto europeo. Gli operatori non autorizzati devono cessare l’attività e gestire una chiusura ordinata dei rapporti con i clienti.
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Binance chiude in Italia?
Binance non ha ottenuto la licenza MiCA entro la scadenza e ha comunicato che sospenderà i servizi ordinari per i clienti residenti in Italia dal 1° luglio 2026, dichiarando di puntare a ottenere l’autorizzazione “nei prossimi mesi”. Non si tratta di una sparizione: puoi ancora vendere e trasferire i tuoi asset, ma non aprire nuove posizioni. Trovi l’analisi completa nella nostra guida dedicata a Binance e la licenza MiCA 2026.
Cosa succede ai miei soldi se l'exchange chiude?
I tuoi fondi non vengono congelati. ESMA impone una chiusura ordinata (orderly wind-down): l’operatore deve permetterti di vendere, prelevare o trasferire gli asset a un exchange autorizzato o a un self-hosted wallet, dandoti un preavviso. Quello che non puoi più fare è depositare, comprare o aprire nuove posizioni. Il rischio pratico riguarda i tempi e le frizioni dell’offboarding, non la perdita dei fondi: conviene trasferire per tempo, senza aspettare l’ultimo giorno.
Nexo è autorizzata in Italia dopo il 1° luglio 2026?
Nexo non ha una licenza CASP propria da CONSOB, ma dichiara di continuare a servire i clienti EEA e italiani attraverso una struttura MiCA-compliant sotto vigilanza tedesca (BaFin): la custodia degli asset è affidata a Tangany (custodian MiCAR regolato da BaFin, presente nel registro ESMA dei CASP) e il trading a DLT Finance — DLT Securities GmbH (licenziata MiCAR e MiFID II). Poiché la custodia è presso un CASP autorizzato, il modello risponde al requisito MiCAR che vieta di delegarla a soggetti non-CASP. Resta il fatto che si tratta di una struttura basata su partner e non di una licenza di Nexo: verifica sempre le comunicazioni ufficiali di Nexo e la posizione di CONSOB prima di operare.
Qual è lo stato di Bitget in Italia?
Alla data del 1° luglio 2026 Bitget risulta avere una domanda di autorizzazione presentata in Austria, ma non c’è nessuna comunicazione ufficiale sull’esito — né da Bitget né dalle autorità competenti. La piattaforma non risulta quindi né autorizzata né formalmente respinta: è in una posizione di incertezza. In assenza di un esito chiaro, conviene trattarla con prudenza: verifica il suo stato su eucompliant.exchange e, nel dubbio, non aprire nuove posizioni.
Un exchange non autorizzato può ancora ottenere la licenza?
Sì. Può presentare domanda di autorizzazione CASP a CONSOB (con il parere della Banca d’Italia) o ottenere la licenza in un altro Stato UE e passaportarla in Italia. I tempi di istruttoria per una domanda ben preparata sono però dell’ordine di 6-12 mesi (in alcuni casi meno, se l’iter è già avviato in sordina, ma non poche settimane): per questo chi non era autorizzato alla scadenza deve prima uscire dal mercato e completare l’intero percorso per rientrare.
Se il mio exchange chiude, devo comunque dichiarare le crypto?
Sì. Gli obblighi fiscali non dipendono dallo stato dell’exchange. Le plusvalenze realizzate nel 2026 si tassano al 33% (Quadro RT) e le giacenze vanno indicate nel Quadro RW per il periodo di detenzione, anche se la piattaforma ha cessato l’attività. Trasferire gli asset a un altro portafoglio non è un evento tassabile, ma va documentato conservando lo storico: scaricare l’export completo prima della chiusura è fondamentale per non perdere il costo di carico.
Cos'è un CASP e in cosa differisce da un VASP?
Un CASP (Crypto-Asset Service Provider) è un operatore autorizzato sotto MiCAR a fornire servizi su cripto-attività, con requisiti armonizzati di capitale, governance, custodia e tutela del cliente, e una licenza valida in tutta l’UE tramite passaporto. Il VASP (Virtual Asset Service Provider) era la vecchia figura nazionale: in Italia si iscriveva al registro OAM. MiCAR sostituisce le registrazioni nazionali VASP con l’autorizzazione europea CASP.
Come faccio a sapere se il mio exchange è a posto?
Il modo più rapido è usare eucompliant.exchange, il tool gratuito di MoneyViz: digiti il nome della piattaforma e il tuo Paese e ottieni un verdetto (Autorizzato, Condizionato, Transitorio, Segnalato, Chiuso) basato sul registro ufficiale MiCA di ESMA. In alternativa puoi consultare l’elenco dei CASP autorizzati nell’area pubblica di CONSOB e nel registro ESMA.
La reverse solicitation permette al mio exchange non autorizzato di continuare a servirmi?
No, non nella pratica. La reverse solicitation (art. 61 MiCAR) consente a un operatore extra-UE di prestarti un servizio senza autorizzazione solo se sei tu, di tua esclusiva iniziativa, a richiederlo, senza alcuna sollecitazione da parte sua. ESMA la interpreta come un’eccezione molto stretta, che non può essere usata per aggirare MiCA: qualsiasi attività di marketing, pubblicità o promozione rivolta ai clienti UE — con qualunque mezzo — la preclude. Gli exchange che hanno fatto marketing in Italia hanno già “sollecitato” i loro clienti, quindi non possono appoggiarsi alla reverse solicitation per trattenere i rapporti esistenti: l’unica strada per chi non è autorizzato è la chiusura ordinata. E ricorda: essere “MiCA ready” o avere una domanda in corso non equivale ad avere la licenza — conta solo l’iscrizione nel registro.
Fonti e riferimenti normativi
Fonti normative ed europee: Regolamento UE 2023/1114 (MiCAR), in particolare art. 60 (prestazione di servizi da parte di soggetti già autorizzati come banche/SIM tramite notifica) e art. 143, par. 3 (regime transitorio grandfathering fino al 1° luglio 2026).
ESMA: Statement del 17 aprile 2026 “Statement on the end of transitional periods under MiCA” (ESMA75-113276571-1679) e Statement del 23 giugno 2026 “ESMA calls on unauthorised CASPs to wind down orderly” (ESMA75-113276571-1710); pagina MiCA di ESMA; Linee guida ESMA sulla reverse solicitation (ESMA35-1872330276-2030, 26 febbraio 2025).
Autorità italiane: sezione CASP dell’area pubblica di CONSOB (elenco soggetti autorizzati e comunicazioni sul periodo transitorio) e pagina CASP della Banca d’Italia (riparto delle competenze CONSOB/Banca d’Italia).
Analisi ed esperti: l’inquadramento del regime autorizzativo CASP si basa anche sull’analisi di Roberto Garavaglia su PagamentiDigitali. La lista dei 9 soggetti abilitati e le comunicazioni degli operatori (Binance, YouHodler, Nexo) — oltre allo status di Bitget, su cui non risulta alcuna comunicazione ufficiale sull’esito della domanda presentata in Austria — sono state riscontrate su fonti di stampa specializzata italiana e internazionale. Per Nexo si fa riferimento alle comunicazioni ufficiali della società (FAQ MiCA e condizioni MiCA). La classificazione degli exchange (licenza MiCAR / ex-OAM / altri) segue la pagina Broker, exchange e blockchain supportati di MoneyViz.
Metodo e limiti: il numero di CASP autorizzati è una fotografia alla scadenza del periodo transitorio (30 giugno 2026) e può aumentare con nuove autorizzazioni CONSOB. Lo stato di ciascun operatore evolve rapidamente: per il dato aggiornato fa sempre fede il registro ufficiale MiCA di ESMA e la sezione CASP di CONSOB, che eucompliant.exchange raccoglie e presenta in forma consultabile.
Supervisione: contenuto revisionato dal team fiscale MoneyViz, composto da Dottori Commercialisti e Revisori Legali.
Ultima revisione: 1 luglio 2026.
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Ultima revisione: 1 luglio 2026.
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