Come compilare il Quadro RT crypto 2026: esempi reali

Quadro RT crypto nel Modello Redditi PF 2026, rigo per rigo: cinque schermate annotate del modello precompilato con vendita in guadagno, minusvalenza e riporto, compensazione delle eccedenze pregresse e rivalutazione al 18%, più i casi DeFi che si tracciano peggio — swap cross-chain, liquidazioni e rebase.

Punti chiave (TL;DR)

  • Le cripto-attività si dichiarano nella Sezione V-A, righi RT41 e RT42. Ogni rigo ha due coppie di colonne: 1-2 per le cessioni fatte prima del 1° gennaio 2025, 3-4 per quelle del 2025.
  • RT41 raccoglie le operazioni ordinarie, RT42 solo le vendite di lotti con costo rideterminato (rivalutazione al 18%). Non vanno mescolate.
  • RT43 è il rigo della compensazione: accoglie l’eccedenza di minusvalenze degli anni precedenti e non può superare la plusvalenza dell’anno.
  • RT89 e RT90 portano l’imposta sostitutiva al 26% sui realizzi 2025. Il 33% dell’art. 1, co. 28 della L. 199/2025 vale sui realizzi dal 2026, quindi sul modello dell’anno prossimo.
  • Le minusvalenze cripto compensano solo plusvalenze cripto, per quattro periodi d’imposta. Le azioni si dichiarano nella Sezione II-A, che ha una capienza propria e non comunica con la V-A.
  • In F24 si versa con il codice tributo 1715; il 1717 è quello della rivalutazione al 18% e il 1727 è l’IC del Quadro RW. Sono tre imposte diverse.

Risposta Rapida

Il Quadro RT si compila se nel 2025 hai realizzato plusvalenze o minusvalenze da cripto-attività. La sezione dedicata è la V-A: corrispettivi e costi vanno in RT41 colonne 3 e 4, l’eventuale eccedenza di minusvalenze pregresse in RT43, il risultato dell’anno in RT57 e l’imposta al 26% in RT89 e RT90.

Le cose da sapere prima di aprire il modello:

  • Ogni cessione conta: vendita in euro, permuta tra cripto diverse, pagamento di beni o servizi.
  • Le minusvalenze vanno dichiarate anche se non paghi nulla, altrimenti perdi il riporto.
  • Nel regime dichiarativo il costo si determina con il criterio LIFO.
  • La rivalutazione al 1° gennaio 2025 ha un rigo dedicato, RT42, e non si somma alle altre vendite.

Questa guida mostra il Quadro RT così come esce dal modello precompilato di MoneyViz: cinque schermate del modello reale, ciascuna con i campi evidenziati e la spiegazione del perché quel numero va in quella casella. I valori delle schermate sono generati con le stesse formule che il software applica alle dichiarazioni dei clienti, quindi il numero che leggi nell’esempio è il numero che il modello produrrebbe con quelle operazioni.

Quando si compila il Quadro RT per le criptovalute?

Il Quadro RT va compilato se nel 2025 hai realizzato almeno una plusvalenza o una minusvalenza da cripto-attività. Non conta l’importo: dal periodo d’imposta 2025 la franchigia di 2.000 € è stata abolita dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), quindi anche un guadagno di pochi euro è imponibile e va dichiarato.

Il Quadro RT del Modello Redditi PF 2026 raccoglie i redditi diversi di natura finanziaria dell’art. 67 del TUIR. Le cripto-attività hanno la loro sezione dedicata, la Sezione V-A, separata dalla Sezione II-A che ospita azioni, ETF armonizzati e derivati.

Quando NON serve compilare il Quadro RT

Puoi lasciarlo in bianco se:

  • hai solo comprato cripto-attività, senza mai vendere, permutare o incassare premi;
  • hai operato esclusivamente in regime del risparmio amministrato tramite un intermediario italiano, che applica l’imposta al posto tuo;
  • hai solo spostato cripto tra portafogli tuoi: il trasferimento fra wallet della stessa persona è fiscalmente neutro.

Anche in questi casi però il Quadro RW resta dovuto per il monitoraggio: sono due obblighi distinti. Vedi la guida al Quadro RW crypto 2026.

Quali operazioni fanno scattare la compilazione

Sono cessioni rilevanti, e quindi generano plusvalenza o minusvalenza:

  • vendita contro euro o altra valuta fiat — plusvalenza = corrispettivo − costo LIFO;
  • permuta fra cripto-attività con funzione e caratteristiche diverse (per esempio ETH ceduto contro USDT), mentre lo scambio fra cripto con le medesime caratteristiche non è rilevante (circ. AdE 30/E/2023);
  • pagamento di beni o servizi in cripto, sul valore normale al momento del pagamento;
  • premi da staking, mining occasionale e airdrop, che sono “altri proventi” e si tassano alla percezione.

La permuta è la voce che salta più spesso

Chi ha operato solo su exchange, senza mai incassare in euro, spesso pensa di non avere nulla da dichiarare. Non è così: ogni conversione fra cripto di natura diversa — anche su DEX come Uniswap o PancakeSwap — chiude una posizione e ne apre un’altra. MoneyViz le ricostruisce automaticamente dalle transazioni importate, ed è il motivo per cui in RT41 finiscono quasi sempre più operazioni di quante l’utente ne ricordi.

Com’è fatta la Sezione V-A del Quadro RT 2026?

La Sezione V-A è composta da cinque righi. RT41 accoglie le cessioni ordinarie, RT42 quelle dei lotti con costo rideterminato, RT43 l’eccedenza di minusvalenze degli anni precedenti, RT44 le minusvalenze certificate dagli intermediari e RT45 l’eccedenza d’imposta della dichiarazione precedente. Il risultato finisce in RT57, i calcoli in RT88-RT90.

Sezione V-A e righi collegati — Modello Redditi PF 2026 (periodo d’imposta 2025)
RigoCosa contieneColonne
RT41Cessioni, permute e rimborsi ordinari di cripto-attività1-2 ante 2025 · 3-4 anno 2025
RT42Cessioni di lotti con costo o valore di acquisto rideterminato1-2 ante 2025 · 3-4 anno 2025
RT43Eccedenza di minusvalenze degli anni precedenti portata in compensazioneunica
RT44Eccedenza di minusvalenze certificate dagli intermediari1 (di cui anni precedenti) · 2
RT45Eccedenza d’imposta sostitutiva della dichiarazione precedente non compensataunica
RT57Risultato della Sezione V-A1 minusvalenza · 2 plusvalenza
RT88Differenza imponibile (RT57 col.2 − RT43)unica
RT89Imposta sostitutiva, 26% sui realizzi 2025unica
RT90Imposta sostitutiva dovuta, da versare in F24unica
RT105Sezione VII — minusvalenze non compensate, per anno di formazione1: 2021 · 2: 2022 · 3: 2023 · 4: 2024 · 5: 2025

Perché RT41 e RT42 hanno due coppie di colonne

La distinzione è temporale, non tipologica: contano le colonne 1-2 se l’operazione è stata effettuata prima del 1° gennaio 2025, le colonne 3-4 se è del 2025. Serve perché il regime è cambiato in corsa — le cessioni ante 2025 avevano la soglia di 2.000 €, quelle del 2025 no — e le due masse vanno tenute separate nella stessa dichiarazione.

Se conosci le bozze pubblicate a febbraio 2026, dove comparivano righi autonomi chiamati RT41A e RT42A, tieni presente che il modello definitivo ha scelto un’altra strada: righi RT41 e RT42 con le colonne sdoppiate. È la struttura che vedi nelle schermate qui sotto.

Come si compila una vendita in guadagno?

Nel rigo RT41 colonna 3 va il corrispettivo lordo della vendita, in colonna 4 il costo dei lotti ceduti calcolato con il criterio LIFO. La differenza finisce in RT57 colonna 2, e da lì scende in RT88, RT89 e RT90 come imponibile e imposta al 26%.

L’esempio: 1 BTC comprato a 40.000 € nel 2024 e venduto a 80.000 € nel marzo 2025.

Quadro RT precompilato MoneyViz: rigo RT41 colonna 3 con 80.000 euro di corrispettivi, colonna 4 con 40.000 euro di costi, RT57 colonna 2 con 40.000 euro di plusvalenza e RT89 con 10.400 euro di imposta sostitutiva
Vendita di 1 BTC a 80.000 € comprato a 40.000 €: il Quadro RT come lo genera MoneyViz, con i campi compilati cerchiati.
  1. RT41 col.3 — 80.000 €. È il corrispettivo lordo, non il guadagno. La colonna è la 3 perché l’operazione è del 2025: le colonne 1 e 2 restano vuote e riguardano solo le cessioni fatte prima del 1° gennaio 2025.
  2. RT41 col.4 — 40.000 €. È il costo dei lotti effettivamente ceduti, calcolato con il criterio LIFO, non il costo di tutto il portafoglio.
  3. RT57 col.2 — 40.000 €. Risultato della Sezione V-A: 80.000 − 40.000. La colonna 2 accoglie le plusvalenze, la colonna 1 solo le minusvalenze.
  4. RT88 — 40.000 €. Differenza imponibile: coincide con RT57 col.2 perché in RT43 non c’è nulla da scomputare.
  5. RT89 — 10.400 €. Imposta sostitutiva al 26%: 40.000 × 26%.
  6. RT90 — 10.400 €. Imposta dovuta, da versare in F24 con il codice tributo 1715.

Come funziona il LIFO in pratica

Nel regime dichiarativo si considerano cedute per prime le cripto acquisite più di recente. Se avessi comprato 0,5 BTC a 20.000 € nel 2023 e 0,5 BTC a 30.000 € nel 2024, vendendo 1 BTC il costo sarebbe 30.000 + 20.000 = 50.000 €, con una plusvalenza di 30.000 € invece di 40.000 €.

Il costo va documentato con prove certe e precise: gli estratti conto dell’exchange, i movimenti bancari e la cronologia delle transazioni sono il materiale che il software ricostruisce e conserva al posto tuo.

Il tuo Quadro RT, già compilato

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Come si dichiara una minusvalenza e come si riporta?

Anche con il saldo in perdita il Quadro RT va compilato: la minusvalenza si dichiara in RT57 colonna 1 e resta nella Sezione VII, rigo RT105, pronta a compensare plusvalenze cripto dei quattro periodi d’imposta successivi. Se non la dichiari nell’anno in cui si è formata, il riporto lo perdi.

L’esempio: 2 ETH comprati a 6.000 € nel 2024 e venduti a 4.000 € nel febbraio 2025.

Quadro RT precompilato MoneyViz con una minusvalenza: RT41 colonna 3 a 4.000 euro, colonna 4 a 6.000 euro, RT57 colonna 1 con 2.000 euro di minusvalenza, RT89 vuoto e RT105 Sezione V colonna 5 con 2.000 euro riportabili
Vendita in perdita: nessuna imposta da versare, ma la minusvalenza va dichiarata per non perdere il riporto.
  1. RT41 col.3 — 4.000 €. Il corrispettivo si indica anche quando l’operazione è in perdita: RT41 raccoglie tutte le cessioni del 2025, non solo quelle in guadagno.
  2. RT41 col.4 — 6.000 €. Il costo è superiore al corrispettivo: è da qui che nasce la minusvalenza.
  3. RT57 col.1 — 2.000 €. La perdita va in colonna 1. Metterla in colonna 2 significherebbe dichiarare un guadagno che non c’è.
  4. RT89 — vuoto. Su una minusvalenza non si versa nulla, e il modello non stampa gli zeri. La casella vuota è il risultato corretto, non un dato mancante: è la domanda che il nostro supporto riceve più spesso su questo quadro.
  5. RT105 Sez. V col.5 — 2.000 €. Ecco perché il quadro va compilato lo stesso: la minusvalenza 2025 resta in Sezione VII e potrà compensare plusvalenze cripto fino al 2029.

Le minusvalenze degli anni scorsi non arrivano da sole

Il software calcola le minusvalenze delle annualità che hai importato, ma non può leggere le dichiarazioni che hai presentato prima di usarlo. Se nel 2023 o nel 2024 avevi eccedenze da riportare, vanno inserite a mano nella pagina Minusvalenze del tuo account: senza quel passaggio il rigo RT43 resta a zero e paghi un’imposta che non dovresti.

Come si compensano le minusvalenze degli anni precedenti?

L’eccedenza di minusvalenze pregresse si indica nel rigo RT43 e riduce l’imponibile fino a capienza della plusvalenza dell’anno: mai oltre. Quello che avanza non si perde, resta nella Sezione VII per gli anni successivi, e si consuma sempre partendo dall’eccedenza più vecchia.

L’esempio: 5.000 € di plusvalenza nel 2025, contro 2.000 € di minusvalenza formata nel 2023 e 4.000 € nel 2024.

Quadro RT precompilato MoneyViz con compensazione: RT43 a 5.000 euro, RT57 colonna 2 a 5.000 euro, RT88 e RT89 vuoti perché l'imposta è azzerata, RT105 Sezione V colonna 4 con 1.000 euro di residuo 2024
Compensazione delle eccedenze pregresse: 5.000 € di plusvalenza assorbiti dalle minusvalenze 2023-2024, con 1.000 € di residuo che resta riportabile.
  1. RT41 col.3 — 25.000 €. Corrispettivi delle cessioni 2025.
  2. RT41 col.4 — 20.000 €. Costi LIFO dei lotti ceduti. La plusvalenza dell’anno è 5.000 €.
  3. RT43 — 5.000 €, non 6.000 €. Le eccedenze disponibili sono 6.000, ma la compensazione si ferma alla capienza della plusvalenza dell’anno. È l’errore di compilazione più comune su questo rigo.
  4. RT57 col.2 — 5.000 €. Plusvalenza lorda dell’anno, prima della compensazione.
  5. RT88 — vuoto. Differenza = RT57 col.2 − RT43 = 0. Il campo resta vuoto perché il modello non stampa gli zeri: è il segno che la compensazione ha funzionato.
  6. RT89 — vuoto. Imposta azzerata. Il quadro va presentato lo stesso.
  7. RT105 Sez. V col.4 — 1.000 €. Residuo della minusvalenza 2024: 4.000 meno i 3.000 usati quest’anno. Le eccedenze si consumano dalla più vecchia alla più recente, quindi la colonna 3 (2023) si azzera per prima. Questo residuo scade con il 2029.

Perché si consuma prima la minusvalenza più vecchia

Ogni eccedenza resta utilizzabile per quattro periodi d’imposta. Consumare per prima la più remota è l’unico modo di non lasciarne scadere una mentre se ne conserva una più recente: il software applica questo ordine automaticamente, e la Sezione VII mostra il residuo anno per anno così puoi verificarlo.

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Compili tu, con questa guida accanto

Se le operazioni sono poche e ordinate — qualche acquisto, qualche vendita, un exchange solo — il Quadro RT si compila senza aiuto. Ti servono i righi giusti e il costo dei lotti ceduti: le schermate qui sopra mostrano dove va ogni numero.

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  • Tu li trascrivi in RT41 e controlli il risultato in RT57

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Come si compila la rivalutazione 2025 al 18%?

Le vendite di lotti affrancati non vanno in RT41: hanno un rigo dedicato, RT42, dove la colonna 3 accoglie il corrispettivo e la colonna 4 il costo rideterminato. Il costo rideterminato è il valore normale al 1° gennaio 2025 su cui hai versato il 18% con il codice tributo 1717, non il prezzo che avevi pagato davvero.

L’esempio: cripto affrancate al 1° gennaio 2025 per 6.000 € e vendute a 8.000 € nel corso dell’anno, insieme ad altre cessioni ordinarie per 12.000 € con 9.000 € di costo storico.

Quadro RT precompilato MoneyViz con rivalutazione: RT41 colonne 3 e 4 con le cessioni ordinarie, RT42 colonna 3 a 8.000 euro e colonna 4 a 6.000 euro di costo rideterminato, RT57 colonna 2 a 5.000 euro e RT89 a 1.300 euro
Rivalutazione al 18%: la vendita dei lotti affrancati si indica in RT42, separata dalle cessioni ordinarie di RT41.
  1. RT41 col.3 — 12.000 €. Cessioni ordinarie del 2025. Qui non entrano le vendite dei lotti affrancati.
  2. RT41 col.4 — 9.000 €. Costo storico dei lotti non affrancati.
  3. RT42 col.3 — 8.000 €. Corrispettivo della vendita dei lotti rivalutati. Va in RT42 perché il costo che gli si contrappone non è quello storico.
  4. RT42 col.4 — 6.000 €. Costo rideterminato: il valore al 1° gennaio 2025 su cui hai versato il 18%. È tutto il senso dell’affrancamento.
  5. RT57 col.2 — 5.000 €. Somma dei due risultati: (12.000 − 9.000) + (8.000 − 6.000).
  6. RT89 — 1.300 €. 5.000 × 26%. Il 18% già versato per l’affrancamento non si scomputa qui: era un’imposta autonoma, pagata nel 2025.

Come funzionava l'opzione, e dove si dichiara

La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha permesso di rideterminare il valore delle cripto-attività possedute al 1° gennaio 2025 pagando un’imposta sostitutiva del 18% sul valore normale a quella data. Il versamento andava fatto entro il 30 novembre 2025 — slittato al 1° dicembre perché il 30 cadeva di domenica — in unica soluzione o in tre rate annuali di pari importo con interessi del 3% sulle rate successive alla prima. Codice tributo: 1717. Se ti stai chiedendo se conveniva, ne abbiamo parlato in rivalutazione crypto 2025 al 18%: conviene?.

L’esercizio dell’opzione si dichiara nella Sezione X del quadro (righi RT118 e RT119 nel Modello Redditi PF, T118 e T119 nel 730), che il precompilato lascia in bianco perché dipende da un versamento fatto fuori dalla piattaforma: quei quattro campi vanno compilati a mano con il valore affrancato, l’imposta dovuta e l’eventuale rateizzazione.

Una vendita in perdita sui lotti affrancati non ti restituisce nulla

Se il corrispettivo di RT42 è inferiore al costo rideterminato, quel risultato negativo non abbatte la plusvalenza di RT41. La rivalutazione serve ad aumentare il costo fiscalmente riconosciuto, non a generare minusvalenze: è l’altra faccia del risparmio d’imposta, e va messa in conto prima di esercitare l’opzione.

Le minusvalenze cripto compensano le plusvalenze su azioni?

No. Le minusvalenze da cripto-attività compensano soltanto plusvalenze da cripto-attività. Azioni, ETF armonizzati e derivati si dichiarano nella Sezione II-A del Quadro RT, che ha un calcolo d’imposta autonomo: le due sezioni non comunicano, nemmeno quando appartengono allo stesso contribuente e allo stesso anno.

L’esempio: nel 2025 hai realizzato 8.000 € di plusvalenza vendendo azioni e 5.000 € di minusvalenza vendendo cripto.

Quadro RT precompilato MoneyViz con Sezione II-A e Sezione V-A insieme: RT52 colonna 2 con 8.000 euro di plusvalenza azioni, RT57 colonna 1 con 5.000 euro di minusvalenza cripto, RT73 con 2.080 euro di imposta sulle azioni e RT89 vuoto
Due sezioni, due capienze: la minusvalenza cripto non riduce di un euro l’imposta dovuta sulle azioni.
  1. RT52 col.2 — 8.000 €. Sezione II-A: plusvalenza su azioni.
  2. RT57 col.1 — 5.000 €. Sezione V-A: minusvalenza cripto. Sezione diversa, capienza diversa.
  3. RT73 — 2.080 €. Imposta sulle azioni: 8.000 × 26%. La minusvalenza cripto non la tocca.
  4. RT89 — vuoto. Imposta cripto a zero. La perdita non si trasferisce nella Sezione II per abbattere i 2.080 €.
  5. RT105 Sez. V col.5 — 5.000 €. I 5.000 € restano riportabili, ma solo contro future plusvalenze cripto, ed entro il 2029.
Cosa compensa cosa nel Quadro RT
Minusvalenza daSezionePlusvalenze criptoPlusvalenze azioni, ETF armonizzati, derivati
Cripto-attivitàV-ANo
Azioni e quoteII-ANo
DerivatiII-ANo
ETF armonizzatiII-ANo

Gli errori che vediamo più spesso

  • Mettere le cripto nella Sezione II-A — le cripto vanno in V-A, i titoli in II-A. Sono due calcoli d’imposta separati.
  • Non dichiarare le minusvalenze “tanto non pago” — senza dichiarazione salta il riporto quadriennale.
  • Lasciare RT43 a zero avendo eccedenze pregresse — vanno inserite a mano se vengono da dichiarazioni precedenti.
  • Indicare in RT41 le vendite di lotti affrancati — vanno in RT42, con il costo rideterminato in colonna 4.
  • Dimenticare le permute — ogni scambio fra cripto di natura diversa è una cessione.
  • Confondere ETF non armonizzati e cripto — i primi generano redditi di capitale da Quadro RM, non redditi diversi da Quadro RT.
  • Come si dichiarano staking, mining e airdrop?

    I premi da staking, il mining occasionale e gli airdrop si tassano alla percezione, sul valore di mercato del giorno in cui arrivano sul tuo conto, e non alla vendita. Il valore percepito diventa poi il costo di carico dei token ricevuti, così quando li venderai pagherai solo sulla differenza.

    Nel precompilato MoneyViz questi proventi confluiscono nel totale dei corrispettivi di RT41 colonna 3, insieme alle cessioni: il modello non prevede un rigo autonomo per gli “altri proventi” da cripto-attività, e la Sezione V-A ragiona per totali, non per singola operazione. È il motivo per cui il corrispettivo che leggi in RT41 può risultare più alto della somma delle sole vendite.

    Un esempio numerico: ricevi 0,5 ETH da staking nel 2025, valore di mercato all’accredito 1.500 €. In RT41 col.3 si aggiungono 1.500 €, e 1.500 € diventano il costo di quei token. Se li vendi nello stesso anno a 2.000 €, aggiungi 2.000 € ai corrispettivi e 1.500 € ai costi: l’imponibile complessivo è 2.000 €, non 3.500 €.

    Lo staking si tassa sul lordo

    Se la piattaforma trattiene una commissione sul premio, la base imponibile resta il provento lordo maturato, non il netto accreditato. È una differenza che sui prodotti di liquid staking vale qualche punto percentuale l’anno, e che nessun estratto conto evidenzia da solo.

    Il mining cambia natura a seconda di come lo fai. Svolto in modo occasionale, senza organizzazione, la prassi lo riconduce ai redditi diversi e quindi al Quadro RT. Svolto in modo abituale e organizzato — hardware dedicato, contratti di hosting, produzione continua — diventa reddito d’impresa e si dichiara nei quadri RG o RF, con IRPEF ordinaria al posto dell’imposta sostitutiva. Se sei nella zona grigia, è il caso in cui la consulenza di un commercialista vale il suo costo.

    Perché con i DEX e la DeFi il Quadro RT si complica?

    Perché la riga che leggi sulla blockchain quasi mai coincide con l’operazione fiscale. Uno swap cross-chain appare come due transazioni scollegate su due reti diverse, un rebase fa crescere il saldo senza generare alcuna transazione, e una liquidazione parte da un contratto che non hai firmato tu. Il Quadro RT chiede totali: per arrivarci bisogna prima ricostruire cosa è successo davvero.

    Lo swap cross-chain: parte una crypto e ne arriva un’altra

    Mandi 2 ETH da Arbitrum a un aggregatore e qualche minuto dopo ti arrivano 340 SOL su Solana. È una sola decisione tua, ma on-chain sono due eventi su due reti diverse, senza nulla che li colleghi: nessun campo, nessun identificativo comune.

    Se i due lati non vengono riconciliati succede questo:

    • l’uscita dei 2 ETH somiglia a un trasferimento verso un wallet esterno, quindi la plusvalenza su ETH non viene calcolata;
    • l’entrata dei 340 SOL arriva senza costo di acquisto, quindi il software la segnala come acquisto mancante oppure le attribuisce costo zero.

    Il secondo effetto è il più costoso, e si vede solo l’anno dopo: quando venderai quelle SOL, con costo zero, l’intero corrispettivo diventa plusvalenza. La riconciliazione dipende dal riconoscere l’indirizzo dell’intermediario e la finestra temporale fra le due gambe — ed è esattamente il lavoro che un foglio Excel non può fare.

    Il bridge in sé non è una cessione

    Spostare lo stesso token da una rete a un’altra — ETH su Ethereum che diventa ETH su Arbitrum — è un trasferimento fra portafogli tuoi: fiscalmente neutro, il costo di carico resta quello originario. Diventa una cessione quando ciò che ricevi ha funzione e caratteristiche diverse da ciò che hai dato, come nell’esempio ETH → SOL qui sopra. La differenza non è tecnica, è di sostanza: conta cosa hai in mano prima e cosa hai in mano dopo.

    I passaggi intermedi che non hai mai visto

    Un singolo click su un aggregatore può produrre una catena di operazioni: l’approvazione del token, il wrapping (ETH che diventa WETH), due o tre passaggi di routing su pool diverse per trovare il prezzo migliore, e l’unwrapping finale. Tu hai fatto una cosa sola: hai scambiato ETH per USDC.

    Contare tutti i passaggi intermedi come cessioni autonome gonfia RT41: la colonna 3 è la somma dei corrispettivi, non dei guadagni, quindi tre hop su 10.000 € diventano 30.000 € di corrispettivi dichiarati a fronte della stessa identica plusvalenza. L’imposta non cambia, ma ti ritrovi in dichiarazione numeri che non sai spiegare — e in caso di controllo la ricostruzione la devi fare tu.

    Prestiti e liquidazioni: il pezzo più scomodo

    Depositi 10 ETH su un protocollo di lending e prendi in prestito 12.000 USDC. Finché il collaterale resta tuo non è una cessione: l’asset è ancora nella tua disponibilità.

    Poi il prezzo scende, la posizione supera la soglia e il protocollo liquida: dal tuo wallet escono 4,2 ETH senza che tu abbia firmato niente, incassati da un liquidatore terzo che si prende anche un premio. Sul piano dei dati è la situazione peggiore che esista — l’operazione la avvia un contratto, non tu — e se quei 4,2 ETH non vengono ricostruiti il saldo del wallet non torna più, e ogni operazione successiva eredita l’errore.

    Nello stesso periodo maturano anche gli interessi sul debito e le ricompense del protocollo, che spesso arrivano come crescita silenziosa del token di deposito invece che come accredito. Nessun estratto conto te li consegna.

    Sulla qualificazione di una liquidazione, fatti aiutare

    Il trattamento fiscale di una liquidazione forzata non è coperto in modo espresso dalla prassi dell’Agenzia, e il risultato cambia a seconda di come è costruito il protocollo e di cosa esce davvero dalla tua disponibilità. Ricostruisci i movimenti con precisione, conserva le transazioni on-chain e porta il caso a un commercialista: è una di quelle situazioni in cui la risposta giusta dipende dai dettagli.

    Rebase: il saldo cresce e non c’è nessuna transazione da guardare

    I token di liquid staking come stETH ed eETH sono “rebase”: il numero di token nel wallet aumenta ogni giorno, senza che venga registrata alcuna transazione di accredito. Non c’è una riga da cercare, c’è solo un saldo che ieri era diverso.

    Come si tratta:

    OperazioneEvento fiscale
    Depositi 10 ETH e ricevi 10 stETHNo — è una trasformazione, non una cessione
    Dopo un anno hai 10,5 stETH — i +0,5 sono provento imponibile al valore del giorno di maturazione
    Vendi gli stETH — plusvalenza sulla differenza rispetto al valore già tassato

    I +0,5 stETH diventano poi costo di carico, quindi alla vendita non li paghi due volte: è la stessa logica dei premi da staking vista sopra.

    I cugini che non fanno rebase si dichiarano in modo diverso

    wstETH, rETH e cbETH assomigliano a stETH ma funzionano al contrario: il saldo non cambia mai, cresce il valore di ciascun token. Il rendimento quindi non emerge giorno per giorno come provento — emerge tutto insieme al momento della vendita, come plusvalenza. Due prodotti che rendono la stessa cosa e che si dichiarano in due modi diversi: prima di replicare la logica di un token sull’altro, controlla quale dei due hai davvero in portafoglio.

    Come si accorge di un rebase un software che non lo gestisce

    Se gli incrementi non vengono riconosciuti come proventi, il saldo cresce senza una causa: il calcolo li interpreta come token comparsi dal nulla e li valorizza a zero, oppure genera un “acquisto mancante”. Il sintomo è sempre lo stesso — un holding che non torna e un corrispettivo che sembra troppo alto alla prima vendita. MoneyViz ricostruisce gli incrementi giorno per giorno e li tratta come proventi con il loro costo di carico, che è ciò che poi ti evita di pagare due volte.

    Quali codici tributo servono per l’F24?

    Per le plusvalenze cripto del Quadro RT in regime dichiarativo si usa il codice tributo 1715. Gli altri codici che incontri nella stessa dichiarazione riguardano imposte diverse: non sono varianti dello stesso versamento.

    Codici tributo F24 collegati alle cripto-attività
    CodiceCosa pagaQuadro
    1715Imposta sostitutiva su plusvalenze e altri proventi da cripto-attività — regime dichiarativoRT, Sezione V
    1716Stessa imposta, ma in regime di risparmio amministrato o gestito (la versa l’intermediario)
    1717Imposta sostitutiva sul valore delle cripto-attività rideterminato (rivalutazione)RT, Sezione X
    1727 · 1728 · 1729Imposta sulle Cripto-attività (IC), patrimoniale del 2 per mille: saldo e due rate di accontoRW
    1100Imposta sostitutiva su plusvalenze da partecipazioni non qualificateRT, Sezione II

    I codici 1715, 1716 e 1717 sono stati istituiti dalla risoluzione AdE n. 36/E del 26 giugno 2023. Vanno esposti nella sezione Erario dell’F24, con l’anno di riferimento nel formato AAAA. Il saldo si versa entro il 30 giugno dell’anno di presentazione, o entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%.

    Per il dettaglio di soglie, acconti e rate trovi tutto nella guida ai codici tributo F24 crypto 2026.

    Cosa cambia dal 2026?

    Dal 1° gennaio 2026 l’aliquota sulle plusvalenze da cripto-attività passa dal 26% al 33%, per effetto dell’art. 1, comma 28 della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), che ha modificato quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2025. La stessa norma introduce un’eccezione: i token di moneta elettronica denominati in euro disciplinati dal regolamento (UE) 2023/1114 (MiCAR) restano al 26%.

    Il punto pratico: la nuova aliquota non tocca il modello che stai compilando adesso. Il Modello Redditi PF 2026 dichiara i realizzi del 2025 e applica il 26%. Il 33% comparirà nel modello del 2027. Se stai valutando quando vendere, questa è la variabile che pesa di più — e insieme all’affrancamento è il motivo per cui molti hanno anticipato realizzi a dicembre 2025.

    Webinar 74 min

    Dichiarazione dei Redditi 2026: la guida completa per investitori

    ISEE, franchigia e nuovo Quadro RT — webinar MoneyViz del 30 marzo 2026 con Vincenzo Pone e Gabriele Del Mese

    Il webinar percorre la dichiarazione 2026 sui redditi 2025 dal lato pratico: quali quadri ti riguardano, come si integrano con il 730 o il Modello Redditi, cosa fare con gli anni non dichiarati. Le domande arrivano dal pubblico, quindi coprono i casi che si incontrano davvero.

    In questo video vedi:

    • Le novità della dichiarazione 2026 sui redditi 2025
    • Come integrare i quadri RT e RW con i redditi ordinari
    • La gestione dell'ISEE con gli investimenti
    • Anni precedenti non dichiarati: ravvedimento e integrativa
    • Le scadenze: 730 e Modello Redditi PF
    • Domande e risposte dal vivo
    Iscriviti al Canale MoneyViz

    Domande frequenti

    Devo compilare il Quadro RT se ho solo comprato crypto senza mai vendere?

    No. Il Quadro RT riguarda i realizzi: senza cessioni, permute o proventi percepiti non c’è nulla da dichiarare. L’acquisto e la detenzione non generano reddito imponibile. Resta però l’obbligo di monitoraggio nel Quadro RW, con l’IC del 2 per mille sul valore detenuto.

    Ho fatto solo swap crypto-to-crypto: devo compilare il Quadro RT?

    , se le due cripto hanno funzione e caratteristiche diverse. Convertire ETH in USDT chiude la posizione sull’ETH e realizza una plusvalenza o una minusvalenza, anche senza mai toccare l’euro. Non è rilevante invece la permuta fra cripto-attività con le medesime caratteristiche e funzioni (circ. AdE 30/E/2023).

    Posso compensare le minusvalenze crypto con le plusvalenze su azioni?

    No. Le minusvalenze cripto appartengono alla Sezione V-A e compensano solo plusvalenze cripto; azioni, ETF armonizzati e derivati si dichiarano nella Sezione II-A, con un calcolo d’imposta separato. L’eccedenza cripto resta riportabile per quattro periodi d’imposta, sempre e solo contro plusvalenze cripto.

    Perché il rigo RT89 del mio precompilato è vuoto?

    Perché l’imposta risulta pari a zero e il modello non stampa gli zeri. Succede in due casi: hai chiuso l’anno in minusvalenza, oppure la plusvalenza è stata interamente assorbita dall’eccedenza pregressa indicata in RT43. In entrambi i casi il quadro va comunque presentato: è quello che conserva il diritto al riporto.

    Le minusvalenze delle dichiarazioni passate entrano da sole nel Quadro RT?

    No. Il software calcola le eccedenze delle annualità che gli hai fatto elaborare, ma non conosce le dichiarazioni presentate prima. Se hai minusvalenze del 2023 o del 2024 da riportare, vanno inserite manualmente nella pagina Minusvalenze del tuo account, altrimenti RT43 resta a zero.

    Dove finiscono le cripto che ho affrancato al 18%?

    Le vendite dei lotti con costo rideterminato vanno nel rigo RT42, colonna 3 per il corrispettivo e colonna 4 per il costo rideterminato. L’esercizio dell’opzione si dichiara nella Sezione X (righi RT118-RT119). Il 18% versato con il codice 1717 non si scomputa dall’imposta del Quadro RT: era un versamento autonomo.

    Lo staking si tassa quando ricevo i premi o quando li vendo?

    Alla percezione, sul valore di mercato del giorno dell’accredito e sull’importo lordo maturato, anche se la piattaforma trattiene una commissione. Quel valore diventa il costo di carico: alla successiva vendita paghi solo sulla differenza fra prezzo di vendita e valore già tassato.

    Nel modello ci sono davvero i righi RT41A e RT42A?

    No, non nel modello definitivo. Comparivano nelle bozze diffuse a inizio 2026. Il Modello Redditi PF 2026 ha risolto la separazione fra operazioni ante 2025 e operazioni 2025 sdoppiando le colonne dei righi RT41 e RT42, come si vede nelle schermate di questa guida.

    Uno swap cross-chain va dichiarato nel Quadro RT?

    Dipende da cosa ricevi. Se sposti lo stesso token da una rete a un’altra tramite bridge, è un trasferimento fra portafogli tuoi e non è una cessione. Se invece dai ETH e ricevi un token con funzione e caratteristiche diverse, hai realizzato una plusvalenza o una minusvalenza, anche se le due gambe compaiono su blockchain diverse e non risultano collegate.

    Gli incrementi di stETH vanno dichiarati anche se non li ho venduti?

    Sì. Il rebase aumenta il numero di token nel wallet e quell’incremento è un provento imponibile al valore del giorno di maturazione, indipendentemente dalla vendita. Lo stesso valore diventa il costo di carico dei token ricevuti, così alla vendita paghi solo sulla differenza. I token che non fanno rebase — wstETH, rETH, cbETH — seguono invece la logica della plusvalenza al momento della cessione.

    Qual è l'aliquota del Quadro RT crypto per il 2025?

    26%. Il 33% introdotto dall’art. 1, comma 28 della L. 199/2025 si applica alle plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026, quindi al modello che presenterai nel 2027. Fanno eccezione i token di moneta elettronica denominati in euro ai sensi del regolamento MiCAR, che restano al 26% anche dopo il 2026.

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    Se sei arrivato fin qui, il Quadro RT non è più una scatola nera: sai quale rigo accoglie cosa e perché. Compilarlo da solo è del tutto ragionevole quando le operazioni sono poche e stanno tutte su un exchange. Quando invece cominciano a intrecciarsi conti diversi, permute, staking e wallet on-chain, il lavoro non è più capire il modello — è ricostruire i dati, ed è lì che ha senso farsi aiutare.

    Metodo, fonti e limiti

    Come sono fatte le schermate. Le immagini mostrano il Quadro RT generato dal modello precompilato di MoneyViz. I dati sono di esempio, non appartengono ad alcun cliente: ogni valore derivato — RT43, RT57, RT88, RT89, RT90, RT105 — è calcolato con le stesse formule che il software applica alle dichiarazioni reali, così l’esempio e la schermata non possono divergere. Il modello è il Modello Redditi PF, periodo d’imposta 2025.

    Fonti normative e di prassi

    • Art. 67, co. 1, lett. c-sexies) TUIR — qualificazione di plusvalenze e altri proventi da cripto-attività come redditi diversi; irrilevanza della permuta fra cripto con eguali caratteristiche e funzioni.
    • Art. 68, co. 9-bis TUIR — determinazione del costo, criterio LIFO, compensazione e riporto quadriennale delle minusvalenze.
    • L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025) — abolizione della soglia di 2.000 € dal 2025 e rideterminazione del valore al 1° gennaio 2025 con imposta sostitutiva del 18%.
    • L. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, co. 28 — aliquota al 33% sui realizzi dal 1° gennaio 2026 ed eccezione al 26% per i token di moneta elettronica in euro (reg. UE 2023/1114).
    • Circolare AdE 30/E/2023 — permute, staking, mining, documentazione del costo.
    • Risoluzione AdE 36/E del 26 giugno 2023 — istituzione dei codici tributo 1715, 1716 e 1717.
    • Modello Redditi PF 2026 — struttura dei righi RT41, RT42, RT43, RT57, RT88-RT90, RT105 e Sezione X (RT118-RT119).

    Autori e revisione tecnica. La guida è scritta e revisionata da un team che include tre Dottori Commercialisti e Revisori Legali specializzati in fiscalità delle cripto-attività:

    • Dott. Vincenzo Pone — Dottore Commercialista e Revisore Legale, specializzato in contabilità e fiscalità nazionale e internazionale degli strumenti finanziari. Cofondatore MoneyViz, dove supervisiona le elaborazioni dei conti in regime dichiarativo.
    • Dott. Paolo Luigi Burlone — Dottore Commercialista e Revisore Legale, co-fondatore Coinlex, componente della Commissione CNDCEC “Tassazione delle nuove Realtà economiche virtuali”. Socio e Advisory Board MoneyViz.
    • Dott. Stefano Capaccioli — Dottore Commercialista e Revisore Legale, co-fondatore Coinlex, presidente della Commissione CNDCEC “Tassazione delle nuove Realtà economiche virtuali”. Advisory Board MoneyViz.
    • Gabriele Del Mese — Founder MoneyViz, responsabile dello sviluppo tecnologico e del Customer Success.

    Il team segue quotidianamente la compilazione dei quadri per i clienti dei servizi Servito e VIP: gli errori descritti in questa guida sono quelli che incontriamo davvero.

    Limiti. Questa guida non sostituisce la consulenza di un professionista. Restano fuori i casi di mining imprenditoriale, operazioni cross-border, trust e società: per quelli serve un commercialista. Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2026.

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    Se le tue operazioni sono poche, questa guida ti basta. Se invece hai più conti, permute o wallet on-chain, MoneyViz importa le transazioni da oltre 250 piattaforme, applica il criterio LIFO e ti consegna il Quadro RT precompilato con i righi che hai visto qui. Prova gratuita, senza carta di credito.

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