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title: "Plusvalenze Crypto: 2.000€ franchigia o soglia"
url: https://blog.moneyviz.it/plusvalenze-crypto-2025-2000-euro-franchigia-o-soglia/
category: Tasse criptovalute
published: 2025-03-18T17:52:35
updated: 2026-04-15T10:34:09+00:00
authors: Gabriele Del Mese, Paolo Luigi Burlone, Stefano Capaccioli, Vincenzo Pone
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# Plusvalenze Crypto: 2.000€ franchigia o soglia

> Le plusvalenze crypto sono tassate al 26% se superano i 2.000 euro annui. La soglia è un limite di imponibilità non una franchigia.

La fiscalità delle criptoattività è stata oggetto di importanti modifiche a partire dalla Legge di Bilancio 2023 dove è stata [**introdotta una disciplina specifica per le plusvalenze derivanti da cripto-attività:**](/tasse-criptovalute-dichiarazione-redditi-crypto-2024-guida/) e successivamente affinata nel [**Modello Redditi PF 2025.**](/il-nuovo-quadro-rt-del-modello-unico-pf-2025-guida-completa/) con l’introduzione **di una specifica sezione (Sezione V) nel Quadro RT**.

### Plusvalenze Criptoattività: Quando sono tassabili?

Prima di entrare nel dettaglio del tema della franchigia, ricordiamo brevemente che cos’è una plusvalenza: si tratta della differenza positiva fra il valore di vendita (corrispettivo) e il valore d’acquisto di una criptoattività. 

**Le plusvalenze derivanti da criptovalute** (o cripto-attività, come vengono definite dalla normativa) **rientrano nella categoria dei redditi diversi** e sono soggette a tassazione in Italia secondo quanto previsto dall’**articolo 67 comma 1 lettera c-sexies del TUIR** (Testo Unico delle Imposte sui Redditi)

Questa norma, introdotta nel 2022 con effetti a partire dall’anno fiscale 2023, ha stabilito che sono considerati redditi diversi *“le plusvalenze e gli altri proventi realizzati mediante rimborso o cessione a titolo oneroso, permuta o detenzione di cripto-attività, comunque denominate, non inferiori complessivamente a 2.000 euro nel periodo d’imposta”*. 

**Su queste plusvalenze si applica un’imposta sostitutiva del 26%**, seguendo il regime generale di tassazione delle rendite finanziarie.

### La soglia dei 2000 euro: Franchigia o Soglia di rilevanza?

Sin dall’introduzione della normativa specifica sulle cripto-attività, il legislatore ha previsto una soglia di 2.000 euro per le plusvalenze realizzate nell’anno fiscale. 

l testo dell’**articolo 67 comma 1 lettera c-sexies del TUIR** fa infatti **riferimento a plusvalenze *“non inferiori complessivamente a 2.000 euro nel periodo d’imposta***“, suggerendo che si trattasse di una soglia minima (clausola on-off) al di sotto della quale le plusvalenze non sarebbero state soggette a tassazione.

![](/blog-assets/2024/06/2000euro-1.png)

Quello che sembrava chiaro leggendo la Legge diventa confusione quando viene pubblicata la [circolare 30/E del 27 ottobre 2023](/tasse-criptovalute-dichiarazione-redditi-crypto-2024-guida/) dove l’**Agenzia delle Entrate ha utilizzato una terminologia ambigua definendo tale importo come “soglia (franchigia)”**

>  *la disposizione prevede una soglia (franchigia) minima pari a euro 2.000, da calcolare complessivamente nel medesimo periodo d’imposta*

Questa formulazione ha generato perplessità perchè i due concetti non sono affatto equivalenti ma hanno significati profondamente diversi:

-   **Soglia**: se superata, l’intero importo è soggetto a tassazione (clausola on/off)
    
-   **Franchigia**: solo l’importo eccedente è soggetto a tassazione (esenzione parziale)
    

Si è dovuto attendere le **istruzioni del Modello Redditi PF 2024** (Redditi 2023) **che hanno disconosciuto l’interpretazione della circolare 30/2023** e confermato l’interpretazione di **“soglia”** intesa come clausola on-off sposata anche da Moneyviz e dai professionisti che ne fanno parte come spiegato anche nell’articolo relativo alle istruzioni sulla Dichiarazione 2024: [“**la soglia dei 2.000 euro di plusvalenze per le criptoattività NON è una franchigia ma è invece una ‘clausola ON-OFF'”**](/tasse-criptovalute-dichiarazione-redditi-crypto-2024-guida/). 

![](/blog-assets/2024/06/esempio-franchigia-on-off-1.png)

### Le istruzioni del modello 730/2025: svolta verso la franchigia

Con l’introduzione del **[Quadro T nel modello 730/2025](/modello-730-2025-quadrort-dichiarazione-semplificata-cripto/)** (relativo ai redditi 2024) per la prima volta, anche i contribuenti senza partita IVA possono dichiarare le plusvalenze da criptoattività direttamente nel modello 730, senza dover ricorrere al modello Redditi PF (ex Unico).

Analizzando le istruzioni ufficiali del modello 730/2025, emerge una inattesa novità**: si parla nuovamente dei 2.000 euro come franchigia.**

Le istruzioni, infatti, specificano che *“nella sezione V, in particolare, vanno riportate le plusvalenze derivanti dalla cessione di cripto-attività **per la parte che eccede la soglia di duemila** **euro** nel periodo d’imposta di riferimento”*

In attesa delle istruzioni del Modello Redditi PF 2025 ci si aspettava una rettifica dell’Agenzia delle Entrate per evitare che il trattamento fiscale delle plusvalenze fosse differente tra Modello 730 e Modello Redditi PF.

### Le istruzioni ufficiali del Modello Redditi PF 2025: confermata la franchigia

La situazione si è ulteriormente “complicata” con la pubblicazione delle **[istruzioni definitive del Modello Redditi PF 2025 – Quadro RT (Sezione V-A)]()** che riportiamo integralmente per chiarezza:

> Questa sezione deve essere compilata per dichiarare le plusvalenze derivanti dalla cessione di cripto-attività fiscalmente rilevanti, imponibili al 26%. Le plusvalenze sono sommate algebricamente alle relative minusvalenze; se le minusvalenze sono superiori alle plusvalenze, **per un importo superiore a 2.000 euro**, l’eccedenza è riportata in deduzione negli anni successivi. Il costo o valore d’acquisto è documentato con elementi certi e oggettivi.

In sostanza, stando alle istruzioni ufficiali, a partire dai redditi del 2024 (da dichiarare nel 2025), **la soglia di €2.000 funziona come una vera** **franchigia**: solo l’eccedenza rispetto i 2.000 euro è soggetta a tassazione **configurando quindi un regime di franchigia e non più di soglia.**

Il paradosso introdotto dalle istruzioni del Modello Redditi PF 2025 è che **i 2.000 euro vengono interpretati in maniera differente dalle istruzioni del Modello Redditi PF 2024 senza che sia intervenuta la modifica da parte di nessuna legge.**

Le istruzioni ufficiali, ricordiamo, sono essenziali perchè i software di rendicontazione fiscale delle criptoattività (come Moneyviz) e i gestionali di contabilità “costruiranno” le proprie soluzioni basandosi sull’interpretazione di franchigia e non di soglia On-Off e il contribuente non avrà tecnicamente modo per agire differentemente

![](/blog-assets/2025/03/quadrort-2025-2.png)

![](/blog-assets/2025/03/quadrort-2025-1.png)

### Esempio pratico per capire la differenza tra soglia e franchigia

Supponiamo che nel 2024 un investitore abbia realizzato plusvalenze da criptovalute per 2500 euro:

-   **Soglia di rilevanza** (precedentemente applicata): l’intero importo (€2.500) andrebbe tassato con aliquota del 26%.
-   **Franchigia** (nuova interpretazione 2025): con le nuove istruzioni, lo stesso contribuente dovrà ora tassare solo €500 (2.500 meno la franchigia di €2.000), pagando così imposte decisamente inferiori (€130 invece di €650).

### Cosa comporta questa modifica per i contribuenti?

La trasformazione da “soglia di rilevanza” a “franchigia” – se confermata – avrebbe un impatto positivo soprattutto per i piccoli investitori. Significa infatti che, nella pratica, le imposte da versare sulle plusvalenze crypto diventano meno onerose per tutte le operazioni superiori a €2.000. 

Tuttavia, rimane cruciale attendere conferme definitive prima di concretizzare questo “apparente vantaggio” perchè la legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024) ha introdotto modifiche significative al regime fiscale delle criptoattività. In particolare:  

1.  **Dal 1° gennaio 2025**: **eliminazione completa della soglia di 2.000 euro** per le plusvalenze;
2.  **Dal 1° gennaio 2026**: **aumento dell’aliquota di imposta sostitutiva dal 26% al 33%;**

Queste modifiche rappresentano il compromesso tra chi voleva inasprire la tassazione delle criptovalute portandola a livelli record rispetto al resto d’Europa (42%), chi puntava a mantenere lo “status quo” rispetto agli altri strumenti di natura finanziaria e i sempre delicati equilibri di bilancio.

L’abolizione della soglia “tout court” è in netto contrasto anche rispetto al tema delle coperture finanziarie che sono stato oggetto di dibattito parlamentare e non solo.

Per questo motivo è consigliabile attendere maggiori certezza prima di muoversi onde evitare rettifiche e inutili complicazioni.

### Cosa attendersi nelle prossime settimane?

Quello che i contribuenti auspicano è semplicemente **maggiore chiarezza** e questo ci auguriamo che venga compreso perchè l**‘incertezza non fa altro che disincentivare** una corretta dichiarazione fiscale con conseguente danno per le casse dello Stato.

La stessa chiarezza che sarebbe auspicabile con l’atteso **“documento di prassi” sulla rilevanza fiscale delle stablecoin non compliant con la normativa MICA (come USDT)** in preparazione dall’Agenzia delle Entrate così come [preannunciato nella risposta scritta pubblicata Mercoledì 12 Marzo 2025](https://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=5-03682&ramo=CAMERA&leg=19) all’interrogazione presentata dall’Onorevole Giulio Centemero (e altri)

La stessa chiarezza che avrebbe potuto evitare gli **errori tecnici sulla tassazione al 12.5%** invece del 26% che potrebbe ancora incidere – in negativo – sulle casse dello Stato.

### **Aggiornamento: superamento dei dubbi iniziali**

I dubbi e le perplessità evidenziati in questo articolo — sebbene pienamente fondati in linea di principio — si sono, nei fatti, [risolti il 30 Aprile 2025](/rimborso-crypto-2025-modulo-gratis/). L’interpretazione pratica della normativa, consolidata dalle istruzioni ufficiali ai modelli dichiarativi e dai chiarimenti pubblicati dall’Agenzia delle Entrate, ha reso inevitabile considerare i 2.000 euro come una franchigia e non più come una soglia di rilevanza.

Per questo motivo, anche **MoneyViz** ha già adeguato i propri sistemi di calcolo delle plusvalenze da cripto-attività, recependo l’interpretazione a favore della **franchigia** e applicandola nella gestione fiscale dei redditi da dichiarare nel 2025.

Pur restando valide le critiche relative alla gestione normativa frammentaria e tardiva, oggi tecnicamente **non è possibile agire diversamente**: la prassi amministrativa si è di fatto stabilizzata, rendendo necessario per i contribuenti e i professionisti del settore adeguarsi a quanto previsto dalle istruzioni operative.
